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Debiti di gioco: una via d'uscita con la legge 3/2012

DATA PUBBLICAZIONE: 22 Marzo 2019
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Sono molte le ragioni per cui le persone si possono trovare in situazioni di crisi finanziaria a causa di debiti eccessivi. La legge 3/2012 ha introdotto uno strumento concreto per dare risposte a questi soggetti, anche in caso di debiti da gioco d’azzardo conseguenti a ludopatia

Proprio l’indagine sulle ragioni del sovraindebitamento spesso pone quesiti a cui devono rispondere i professionisti coinvolti ed i giudici, cercando di interpretare le discussioni della normativa in vigore, secondo la ratio legis. 

Cos’è la ludopatia?

La “ludopatia” è una vera e propria patologia, causata dalla dipendenza dal gioco d’azzardo

Chi ne è affetto non riesce a resistere alla tentazione di giocare d’azzardo o scommettere e questo porta a trascurare lo studio, il lavoro, la famiglia e molte altre attività quotidiane. Negli ultimi anni si è riscontrata una grande diffusione del problema, per questo la ludopatia è oggi riconosciuta come malattia e rientra nelle cosiddette “nuove dipendenze”.

L’ossessione per il gioco d’azzardo porta spesso le persone che ne soffrono a richiedere e stipulare prestiti. Situazioni di “sovraindebitamento” di questo tipo sono motivate proprio dalla patologia e i debiti così accumulati mettono in seria difficoltà le famiglie coinvolte.

Il gioco d’azzardo pregiudica la “meritevolezza” del debitore?

Molto si è avuto da discutere in merito al requisito richiesto dalla normativa relativo alla “meritevolezza del debitore” e alla connessa verifica del ricorso abusivo al credito

Su questa scia alcune Corti si sono trovate ad analizzare casi in cui il soggetto era sovraindebitato a causa del gioco d’azzardo.
Può il debitore in questi casi accedere al sovraindebitamento? Se sì, in che limiti e con quali presupposti? 

La normativa pone un freno a chi si è dolosamente o colpevolmente indebitato, sapendo di non poter adempiere alle obbligazioni nel momento della contrazione del credito.
Vi sono dei casi in cui però, anche se il soggetto ha intenzionalmente contratto debiti, la sua volontà nel farlo risulta viziata ed esso ritenuto “scusabile”.
Si tratta, ad esempio, dei casi accertati di ludopatia (o Gioco d’Azzardo Patologico: GAP), definito dalla scienza medica (DSM5) come un “disturbo compulsivo complesso” non correlato ad uso di sostanze, ma invalidante e provocante una dipendenza altrettanto forte e che compromette “le attività personali, familiari e lavorative, caratterizzato da una perdita continua o periodica del controllo dell’impulso al gioco, un coinvolgimento nel gioco globale e totalizzante, un’irrazionalità di pensiero e una perseverazione nel comportamento, malgrado le gravi conseguenze, individuali e sociali”.

In questi casi la legge 3/2012 può essere applicata e il soggetto può accedere alle procedure concorsuali previste e avere una forte riduzione dei propri debiti.

La ludopatia accertata permette l’accesso alla legge “salva suicidi”

Davanti all’accertamento di questa “malattia” le risposte di Tribunali sono state verso un'apertura della legge 3/2012 a questi soggetti, proprio in quanto accertato che il soggetto era affetto da una dipendenza che l’aveva condotto alla crisi economico finanziaria.

In questo senso il Tribunale di Torino, con sentenza dd. 08/06/2016, ha omologato un piano del consumatore, ritenendo superato il profilo di accertamento della meritevolezza. Il soggetto “ha dato luogo al proprio sovraindebitamento, tuttavia risulta avere tenuto detto comportamento incolpevolmente per effetto di una vera e propria patologia psichiatrica, la ludopatia, che ha peraltro affrontato sottoponendosi volontariamente alle necessarie cure; occorre anche tener conto degli effetti sul comportamento della difficile situazione familiare determinata dalla presenza di un figlio con gravi problemi”.

Considerazioni analoghe sono state sostenute anche dal Tribunale di Milano (omologa dd. 18/10/2017) e dal Tribunale di Cuneo (omologa dd. 19/06/2017), entrambi previo accertamento della patologia, nonché della volontà del soggetto richiedente e sovraindebitato di sottoporsi a terapie, cure e assistenza nella gestione della malattia e del proprio patrimonio.

Queste sentenze positive confermano la capacità della normativa sul sovraindebitamento di adattarsi e abbracciare situazioni che hanno una vera esigenza di tutela e, di riflesso, la capacità della legge 3/2012 di dare una via d’uscita ai soggetti, ed alle loro famiglie, che incolpevolmente si sono trovati strozzati dalla situazione debitoria su di essi gravante.

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