Legge 3/2012

Tutte le informazioni importanti da conoscere sulla legge 3 2012, la legge per uscire dal sovraindebitamento

Legge 3/2012: guida pratica per cancellare i tuoi debiti

Hai troppi debiti e non sai come uscirne? Le finanziarie ti perseguitano?
La legge 3/2012 è la soluzione che fa per te: estingue i tuoi debiti e puoi ricominciare a vivere.
Leggi la nostra guida pratica per comprendere facilmente la Legge 3 del 2012 in pochi passi. Puoi dire addio ai tuoi debiti affidandoti a Ri.Analisi

Premessa

Leggere la normativa di riferimento è uno dei passi iniziali da compiere per capire se questa Legge può esserti d’aiuto a risolvere il tuo problema con i debiti.

Noi di Ri.Analisi sappiamo che non è facile da comprendere, soprattutto se non si è specialisti del settore. Ecco perché, in qualità di professionisti per i problemi da sovraindebitamento, abbiamo deciso di proporti una guida pratica alla Legge 3 2012 dove in pochi passi ti spieghiamo tutto quello che devi conoscere per essere libero dai debiti ed eventualmente non lasciarli in eredità ai tuoi familiari.

Cosa prevede la Legge 3 del 2012

La legge 3/2012, entrata in vigore nel 2015 e detta anche “legge salva suicidi”, rappresenta la soluzione per le persone che versano in gravi condizioni economiche – ovvero in uno stato di sovraindebitamento – e non riescono a pagare e a sostenere i debiti che hanno accumulato nel corso del tempo. Attraverso la procedura di esdebitazione, questa legge ti permette di:

Probabilmente ti starai chiedendo: come faccio a liberarmi delle finanziarie e soprattutto dei debiti?
Non preoccuparti!

Attraverso la definizione del piano di ristrutturazione del debito riuscirai a pagare i tuoi creditori solo con il tuo patrimonio disponibile, ovvero con quello che riesci, attraverso piccole rate sostenibili, garantendo a te e alla tua famiglia quanto è necessario per vivere. Questo perché la L. 3 del 2012 ti permette di ridurre fino al 50-60% l’ammontare dei debiti che possiedi verso le banche, finanziarie e il fisco.

Se il giudice approva il piano presentato, potrai beneficiare della riduzione del valore del tuo debito, pensato sulla base della tua disponibilità finanziaria. L’importo restante del valore iniziale del tuo debito verrà invece cancellato completamente.

Importante novità: il nuovo Codice della Crisi sostituirà la legge salva suicidi

Nel 2022, entrerà in vigore il Nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’insolvenza con Decreto Legislativo n. 14 del 12 gennaio 2019 (Serie Generale n. 38 del 14.02.2019 – Suppl. Ordinario n. 6) in attuazione della legge 155 2017, che andrà a sostituire la legge 3/2012 perché disciplinerà in un unico corpo normativo il fallimento dell’imprenditore e del consumatore o privato cittadino.

Il nuovo CCI prevede che anche i familiari del soggetto sovraindebitato possano usufruire della legge, oltre che ai soci illimitatamente responsabili di s.n.c., s.a.s. e s.a.p.a., purché i debiti contratti siano estranei a quelli sociali e sempre che la procedura non arrechi pregiudizi ai creditori sociali.

Quindi diventa importante valutare se nel tuo caso è conveniente applicare la legge 3/2012, riformata dal Nuovo Codice della Crisi d’Impresa che entrerà in vigore nel 2022.

Non aspettare o potrebbe essere troppo tardi, cancella i tuoi debiti, riprendi in mano la tua vita e affidati ai professionisti di Ri.Analisi. La prima consulenza è gratuita e senza impegno.

Quando un soggetto è definito insolvente

Prima di definire cos'è il fallimento e lo stato di sovraindebitamento, è necessario che comprendi quando un soggetto è definito insolvente.

Secondo il Codice della Crisi d’Impresa, lo stato di insolvenza è inteso come:

“lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non e' piu' in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.”

In poche parole, è definito insolvente un soggetto che non ha più soldi per pagare i suoi creditori e quindi non riesce più a far fronte ai propri debiti rischiando di essere segnalato come cattivo pagatore nei Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC).

La nuova procedura di fallimento: la liquidazione giudiziale

Nel nuovo Codice della Crisi d’Impresa – valido da settembre 2021 – devi sapere che non si parlerà più di fallimento ma di liquidazione giudiziale intesa come:

“la procedura che è finalizzata a liquidare il patrimonio dell’imprenditore insolvente, ripartendo il ricavato in favore dei creditori sulla base della graduazione dei loro crediti.”

Da questa definizione puoi evincere che sono soggetti al fallimento e quindi alla liquidazione giudiziale tutti quei soggetti definiti come fallibili. Ma vediamo nel dettaglio chi sono i soggetti fallibili.

Chi non può beneficiare della legge sul sovraindebitamento: i soggetti fallibili

Sono definiti soggetti fallibili le società di capitali che:

  • esercitano un’attività commerciale,
  • superano le soglie di fallibilità,
  • sono in stato di insolvenza.

In poche parole, solo gli imprenditori o le imprese che esercitano un’attività commerciale sono soggetti fallibili.

Per comprendere quali siano le imprese commerciali si fa riferimento all’articolo 2195 del codice civile. Per esempio rientrano nella definizione le imprese di produzione di beni e servizi, le società di intermediazione nella circolazione dei beni, le banche o le assicurazioni.

Le soglie di fallibilità

Come chiarito in precedenza solo i soggetti che rientrano nelle soglie di fallibilità possono accedere alla legge fallimentare. Quindi solo l’impresa commerciale che supera almeno una delle seguenti tre soglie è soggetta alla liquidazione giudiziale:

  • un attivo patrimoniale annuo superiore a 300 mila euro (nei tre anni che precedono la presentazione della domanda);
  • ricavi lordi per un ammontare annuo superiore a 200 mila euro (sempre nei tre anni che precedono la presentazione della domanda);
  • debiti scaduti al momento della presentazione della domanda per un ammontare superiore o pari a 500 mila euro.

Requisiti per applicare la legge salva suicidi

Per applicare la legge 3 del 2012 è necessario che tu NON sia un soggetto fallibile e quindi che non rientri nelle procedure previste dalla legge fallimentare ma devi essere contemporaneamente:

  • in uno stato di insolvenza
  • in uno stato di sovraindebitamento
  • un soggetto non fallibile.

Il sovraindebitamento: la definizione

Lo “stato di sovraindebitamento” è definito dalla norma (art. 6, co. 2) della legge 3/2012 come:

“la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente”.

In parole semplici, il sovraindebitamento è la condizione di crisi o insolvenza in cui si trovano alcuni soggetti che non riescono a ripianare i propri debiti con banche, società finanziarie, pubbliche amministrazioni (ex-Equitalia), fornitori e privati.

Infatti, nel nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’insolvenza “sovraindebitamento” viene definito come segue:

“lo stato di crisi o di insolvenza del consumatore, del professionista, dell'imprenditore minore, dell'imprenditore agricolo, delle start-up innovative […] e di ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza”.

In questo caso, il legislatore indica già chi sono i soggetti che possono beneficiare dello stato di sovraindebitamento nonché della legge antisuicidi e come puoi notare non sono i soggetti fallibili evidenziati nel precedente paragrafo ma in questo caso parliamo di soggetti non fallibili. Nel prossimo paragrafo capirai la differenza che sussiste tra i due concetti.

A chi si rivolge la legge 3 del 2012: i soggetti non fallibili

Sono molti i soggetti esclusi dalla disciplina del fallimento e che quindi possono beneficiare della legge che estingue i debiti comprendendo:

  • i lavoratori autonomi o i liberi professionisti, incluse le associazioni professionali e le società semplici,
  • gli imprenditori agricoli,
  • i consumatori, ovvero le persone fisiche che hanno accumulato debiti cui non riescono a far fronte,
  • gli enti non commerciali, ad esempio le associazioni di volontariato, le onlus, le associazioni sportive o non governative;
  • gli eredi di un imprenditore defunto,
  • le start-up innovative,
  • gli enti pubblici.

Infine, sono considerati NON fallibili anche le imprese commerciali che possiedono parametri al di sotto delle soglie di fattibilità indicate nel precedente paragrafo, quindi di piccole dimensioni e, i soci nel caso di società di persone.

Ri.Analisi ha già risolto numerosi casi derivanti da problemi di sovraindebitamento di soggetti non fallibili. Esempi concreti riguardano il caso di una giovane imprenditrice sommersa dai debiti a causa del vizio del gioco d’azzardo del marito o il caso di una mamma quarantenne, che, raggirata anni fa dall’ex fidanzato, non riusciva a trovare soluzione alla propria grave situazione di sovraindebitamento.

Questi sono solo alcuni dei casi, ma nel nostro blog puoi trovare altre storie vere, di persone come te, che erano in difficoltà per i troppi debiti ma che grazie a noi hanno trovato la soluzione e ora sono liberi dai debiti.

Quali debiti rientrano nella legge sul sovraindebitamento

Le tipologie di debito che possono essere cancellate grazie alla legge 3 del 2012 e quindi rientrano nelle procedure di sovraindebitamento sono quelle:

  • verso le banche e finanziarie in genere (quali mutui, prestiti personali, …);
  • verso fornitori, privati (quali ad esempio i debiti di condominio);
  • verso le Pubbliche Amministrazioni (quali Agenzia delle Entrate, Equitalia).

I soli debiti che non rientrano in questa legge e quindi NON possono essere eliminati sono quelli di mantenimento come ad esempio gli alimenti non pagati al coniuge.

L’importante è che ricordi che nella procedura per la risoluzione della crisi è obbligatorio elencare tutti i debiti detenuti e indicare tutti i beni posseduti.

Come uscire dal sovraindebitamento in 3 modi e ripianare i propri debiti

La legge 3/2012 consente di scegliere una fra queste 3 procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento:

  • Accordo di composizione della crisi (ACC)
  • Piano del consumatore (PDC)
  • Liquidazione dei beni con possibile “esdebitazione”.

Se sei un consumatore definito dalla legge 3/2012 all’art. 6, comma 2 lettera b) come

“il debitore persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta”

puoi accedere a una delle tre procedure in relazione al tuo caso specifico, mentre se sei un soggetto diverso dal consumatore (libero professionista, piccolo imprenditore, agricoltore, ente non profit, etc.), puoi accedere alternativamente a:

  • accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento;
  • liquidazione dei beni con possibile “esdebitazione”.

Quindi se sei un soggetto diverso dal consumatore NON puoi usufruire del piano del consumatore.

Accordo di composizione della crisi (ACC)

Attraverso questa procedura puoi, con l’aiuto di un professionista, concordare con tutti i tuoi creditori l’importo, le modalità e i tempi di pagamento dei tuoi debiti. Il piano economico-finanziario depositato – redatto in funzione delle tue possibilità garantendoti quanto ti è necessario per vivere – dovrà ricevere il consenso del 60% dei creditori.

L'Accordo di Composizione della Crisi prevede il rispetto delle seguenti condizioni:

  • redazione di un piano economico finanziario sostenibile che preveda modalità e scadenze per il pagamento dei debiti ed eventualmente cessione di crediti futuri;
  • garanzia di pagamento integrale per i tributi UE, IVA e ritenute fiscali;
  • garanzia di pagamento per i crediti impignorabili;
  • possibile moratoria di 1 anno per i crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca;
  • affidamento del patrimonio a un professionista nominato dal giudice.

L'iter dell’ ACC si sviluppa in questo modo:

  1. il debitore deposita il piano, sostenuto da un professionista;
  2. il giudice del tribunale competente fissa l’udienza disponendone la comunicazione ai creditori;
  3. tentativo di raggiungimento dell’accordo (60% dei crediti);
  4. se l’accordo viene raggiunto, il Giudice omologa l’ACC e ne ordina la pubblicazione;
  5. se non viene raggiunto, chiusura della procedura o conversione in liquidazione.

Piano del consumatore (PDC)

È la procedura più semplice, veloce e vantaggiosa, poiché richiede il solo parere del giudice. Anche in questo caso è necessario redigere un piano economico-finanziario tenendo in considerazione la tua situazione patrimoniale ma NON è prevista l’approvazione del 60% dei creditori.

Tuttavia, solo se sei considerato un consumatore puoi beneficiarne.

Nel caso del Piano Del Consumatore le fasi prevedono:

  1. redazione, con l’ausilio dell’organismo di composizione della crisi (OCC), di un piano economico finanziario sostenibile con i medesimi contenuti previsti per l’accordo di sovraindebitamento;
  2. verifica della fattibilità e dell’idoneità del piano – se positiva il giudice omologa il piano (NON è previsto il voto dei creditori);
  3. forme di pubblicità, analogamente all’accordo;
  4. attuazione del piano. È prevista la possibilità della conversione in liquidazione.

Liquidazione con possibile esdebitazione

Questa procedura consiste nella liquidazione di tutti i beni del debitore. È la più lunga e complessa.

Si può intraprendere solo nei seguenti casi:

  1. istanza del debitore in alternativa alle altre due tipologie di procedura (ACC o PDC);
  2. conversione della procedura (ACC o PDC) su istanza del debitore o di un creditore che avviene in caso di:
    • annullamento dell’accordo o cessazione degli effetti del piano;
    • cessazione di diritto (mancato o ritardato pagamento Erario);
    • risoluzione ACC o PDC per cause imputabili al creditore.

La procedura che conduce alla liquidazione si articola in questo modo:

  1. il debitore presenta istanza di nomina dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) o del Professionista;
  2. il debitore deposita il ricorso per l’ammissione alla procedura;
  3. il giudice verifica i requisiti di accesso, la completezza della documentazione e l’assenza di atti in frode ai creditori;
  4. apertura della liquidazione.

La liquidazione vera e propria invece si declina nelle seguenti fasi:

  1. decreto di apertura liquidazione;
  2. programma di liquidazione (inventario, ricezione domande di partecipazione, progetti di riparto, liquidazione di crediti e beni, riparto finale);
  3. decorsi 4 anni la procedura può avere termine;
  4. approvazione conto di gestione e istanza per la chiusura della liquidazione;
  5. esdebitazione per il debitore persona fisica.

L’esdebitazione conseguente alla liquidazione

L’esdebitazione è uno dei principali vantaggi della legge 3/2012 e ottenerla significa che ti liberi definitivamente da ogni debito e riacquisti la serenità.

L’istanza di esdebitazione va presentata dal debitore entro 1 anno dalla chiusura della procedura di liquidazione.

Le condizioni perché l'esdebitazione si verifichi sono:

  • il debitore deve aver cooperato attivamente nella procedura e non averne ritardato lo svolgimento delle operazioni;
  • soddisfatti almeno in parte i creditori per titolo o causa anteriore;
  • il debitore deve aver svolto attività produttiva di reddito o aver cercato occupazione senza rifiutare proposte di impiego.

L'esdebitazione è esclusa nei casi in cui:

  • il sovraindebitamento è imputabile ad un ricorso al credito colposo o sproporzionato rispetto alle capacità patrimoniali;
  • il debitore ha usufruito di altra esdebitazione negli 8 anni precedenti;
  • il debitore ha, nei 5 anni precedenti alla domanda di liquidazione, posto in essere atti in frode ai creditori;
  • vi è stata condanna per uno dei reati previsti all’art. 16, L. 3/2012.

Infine, essa NON opera per:

  • obblighi di mantenimento o familiari;
  • risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale;
  • sanzioni penali e amministrative di carattere pecuniario non accessorie a debiti estinti;
  • debiti fiscali che, pur avendo causa anteriore al decreto di apertura, sono stati successivamente accertati.

Condizioni che impediscono l’applicazione della legge 3

Se rientri in una delle seguenti condizioni, NON puoi avvalerti dei benefici della Legge 3/2012:

  • essere soggetto a procedure concorsuali – procedure attivate in caso di insolvenza dell’imprenditore commerciale – diverse da quelle previste dalla Legge 3/2012 (es. fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, ecc);
  • aver già fatto ricorso nei 5 anni precedenti a una delle procedure di cui alla Legge 3/2012 ovvero alle procedure di composizione della crisi;
  • aver subito, per cause imputabili al debitore, un provvedimento di impugnazione e risoluzione dell’accordo (art. 14) o revoca e cessazione effetti del piano del consumatore (art. 14 bis);
  • aver presentato una documentazione che non consente la completa ricostruzione della situazione economica e patrimoniale;
  • aver fatto ricorso abusivo al credito: ovvero se hai commesso una truffa nei confronti del creditore simulando lo stato di insolvenza e fallimento.

In sintesi: addio debiti

Sei un consumatore privato? Un libero professionista? Una piccola impresa? Un’azienda agricola? Una start-up?

Sei sommerso dai debiti? Sei continuamente pressato dai tuoi creditori? Hai paura di rimanere bloccato in questa situazione?

La legge 3 2012 è nata per aiutarti e noi di Ri.Analisi mettiamo a disposizione la nostra esperienza per assisterti mano per mano nel percorso verso l’uscita dal tunnel dei debiti in cui sei entrato!

Ri.Analisi e la legge 3/2012 sono le soluzioni che stavi cercando per ritrovare la libertà a lungo sognata e ricominciare una nuova vita senza più debiti e finanziarie pressanti.

Riepilogando, puoi accedere alle procedure di composizione della crisi se sei:

  • in uno stato di insolvenza
  • in uno stato di sovraindebitamento
  • un soggetto non fallibile.

Se sei un consumatore puoi accedere a tutte le procedure previste dalla legge, se invece sei uno degli altri soggetti non fallibili puoi accedere esclusivamente:

  • Accordo di composizione della crisi
  • Liquidazione dei beni con possibile “esdebitazione”

e quindi non puoi usufruire delle modalità previste dal Piano del Consumatore.

In ognuna delle tre procedure di composizione della crisi per prima cosa è necessario presentare in Tribunale un piano di ristrutturazione del debito considerando la tua situazione economico-finanziaria garantendoti quanto ti è necessario per vivere, successivamente si passa per una fase di soddisfazione dei creditori, solo al termine della quale sarai libero dai debiti.

Solo nel raro caso in cui il giudice approvi un piano in cui il debito è fin da subito azzerato non dovrai soddisfare i creditori.

Ciononostante, ricorrere all'aiuto dei professionisti giusti per sfruttare la Legge 3/2012 o anche per una semplice consulenza rimane la soluzione migliore per non rimanere indebitato a vita e soprattutto non lasciare in eredità ai tuoi familiari il tuo problema da sovraindebitamento.

I benefici della legge 3

Se sei in una condizione di sovraindebitamento nonché in gravi difficoltà economiche e sei perseguitato dalle finanziarie, grazie alla legge 3 del 2012 e all’aiuto dei professionisti di Ri.Analisi, puoi vederti riconosciuto il diritto di pagare i tuoi debiti in misura minore da come previsto dai contratti che hai sottoscritto perché, anche se non hai patrimonio e redditi sufficienti, una parte consistente ti verrà cancellata (c.d esdebitazione).

Inoltre, attraverso le procedure di sovraindebitamento sopra descritte è possibile:

  • sospendere le azioni esecutive (pignoramenti, aste immobiliari, fermi amministrativi, etc.)
  • bloccare le cessioni del quinto dello stipendio
  • stralciare i finanziamenti contratti con banche, società di leasing, finanziarie e società di credito al consumo
  • pagare parzialmente i debiti chirografari (ovvero i debiti non garantiti).
  • cancellare il proprio nominativo dalle banche dati (Crif, Experia, …) con la possibilità di accedere nuovamente al credito.

Per avere questi vantaggi devi dimostrare di non aver creato la situazione di sovraindebitamento di proposito per non pagare i debiti, altrimenti verresti escluso dalla facoltà di usufruire della L. 3/2012. Devi essere catalogato come debitore “incolpevole” e quindi meritevole dell’aiuto offerto dalla legge.

Emergenza troppi debiti: a chi rivolgersi

A distanza di 9 anni dall’entrata in vigore della legge 3 2012 gran parte della popolazione italiana non è ancora a conoscenza di questa possibilità per liberarsi dai debiti. Magari nemmeno tu ne eri a conoscenza prima di leggere questa pagina.

Noi di Ri.Analisi, siamo una delle prime società in Italia ad occuparci di questa legge e da oltre 6 anni siamo specializzati nel fornire supporto e aiuto concreto ai soggetti sovraindebitati in grave crisi economica grazie all’esperienza di successi maturata nel corso degli anni dal nostro team di professionisti.

Per questo abbiamo anche ricevuto il Premio “le Fonti Awards 2020” per aver messo a disposizione dei nostri clienti le nostre competenze per affrontare i problemi da sovraindebitamento, per aver ottenuto la pressoché totalità di sentenze positive e per la presenza capillare in tutta Italia.

"La cosa che mi ha colpito di più di Ri.Analisi è che dopo averli contattati mi hanno fatto andare da loro per parlare della mia situazione e solo dopo il primo incontro hanno valutato se era possibile aiutarmi. Già questo è indice di serietà".
Marco Baldini, famoso speaker radiofonico

Scommetto che anche tu conosci la storia di Marco Baldini. Se non la conosci ti consigliamo di andare a guardare il video della sua intervista dove spiega come lo abbiamo aiutato concretamente.

Senza di noi non sarebbe riuscito ad uscire dalla sua situazione di crisi, ma affidandosi a professionisti specializzati, che lo hanno saputo ascoltare, ha trovato una via d’uscita dal tunnel dei debiti.

Marco non è l’unico che abbiamo assistito in questa fase della sua vita, nel nostro blog trovi casi concreti che potrebbero essere anche il tuo.

Da solo non puoi uscire dai debiti perché la legge anti suicidio è uno strumento che difficilmente può essere utilizzato al meglio da chi non possiede conoscenze e competenze specifiche in ambito economico, finanziario e giuridico.

Non lasciarti sopraffare dall’ansia per paura di non riuscire a garantire un futuro alla tua famiglia o ai tuoi dipendenti, di perdere la casa o la tua azienda. Puoi dare una svolta alla tua vita e stravolgere la situazione attuale grazie alla L. 3/2012 e ai professionisti giusti che ti offrono una soluzione e un aiuto concreto al problema dei troppi debiti a cui pensi ogni singolo giorno.

Non essere timido, chiedi aiuto! C’è sempre una soluzione ad ogni problema, anche ai più complessi!

Come evidenziato da Baldini, noi di Ri.Analisi ti aiutiamo ad uscire dai debiti in 5 passi:

  1. Esame del caso: prima di tutto ascoltiamo la tua storia e valutiamo gratuitamente se è possibile offrirti un aiuto concreto delucidandoti nel modo più semplice e trasparente possibile cosa prevede la legge salva suicidi e quale potrebbe essere la strategia più appropriata per te
  2. Raccolta della documentazione: ti aiutiamo a ricostruire tutto il percorso delle scelte economiche e finanziarie che ti hanno condotto alla situazione debitoria attuale
  3. Presentazione dell’istanza: presentiamo al Giudice competente l'istanza di esdebitazione e il conseguente piano di rientro che comporta sospensione immediata di tutte le eventuali procedure di pignoramento in corso.
  4. Procedura Giudiziaria: seguiamo l'iter giudiziario per mezzo dei nostri avvocati e forniamo ogni supporto utile alla decisione del giudice
  5. Chiusura: portiamo la pratica fino alla sentenza del giudice, che nella nostra esperienza comporta l'estinzione totale o parziale del debito nel 99,8% dei casi.

In sintesi, Ri.Analisi si occuperà di predisporre tutto il necessario per l’avvio della pratica e di seguirla sotto ogni punto in senso cronologico e operativo.

In alcuni casi è successo che, ragionando con il cliente ed esaminando la sua situazione, non è stato possibile applicare la Legge 3 2012 in quanto non esistevano le condizioni necessarie per dare avvio alla pratica. In questo caso, in modo sincero condivideremo con te la nostra opinione professionale e, se possibile, ti proporremo soluzioni alternative.

Noi di Ri.Analisi non ti offriamo false speranze ma solo soluzioni concrete e personalizzate volte a cambiare la tua situazione attuale affiancandoti passo passo per raggiungere insieme a te la via d’uscita del tunnel dei debiti in cui sei entrato e iniziare a vedere la luce. Tutto questo rispettando la tua privacy e nel modo più trasparente possibile.

Non aspettare! Possiamo risolvere il tuo problema dei troppi debiti, liberarti dalla pressione continua dei tuoi creditori e trovare la soluzione per farti ricominciare a vivere senza debiti.

Per sapere se puoi beneficiare o meno del diritto previsto dalla legge 3 del 2012 e avviare una pratica per estinguere i tuoi debiti fissa ora un appuntamento gratuito senza impegno o contattaci al numero verde 800 183420 attivo dalle 9.00 alle 18.00.

Ti aspettiamo nel nostro ufficio! Non aspettare a riprendere in mano la tua vita e a ridurre il tuo debito fino al 50-60%! La legge 3 2012 è la soluzione che stavi aspettando per ripartire da zero!

Fissa un appuntamento nella tua regione per una consulenza gratuita, o richiedi informazioni online, senza impegno.

Contattaci