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L’imprenditore Bramini salvo grazie alla legge sul sovraindebitamento

DATA PUBBLICAZIONE: 23 Gennaio 2019
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Il Tribunale di Brescia ha recentemente bloccato l’esproprio dei beni di Sergio Bramini, il noto imprenditore di Monza, comparso in diverse occasioni su TV e giornali nazionali dopo che la sua azienda è fallita nel 2011 nonostante 4 milioni di euro di crediti dalla Pubblica Amministrazione. 

La sua villa e i suoi uffici sono stati sottoposti a pignoramento lo scorso maggio, ma ora, proprio grazie alla procedura di sovraindebitamento, ammessa dal Tribunale bresciano alla vigilia di Natale 2018, le azioni esecutive a suo carico sono state sospese e potrà giustamente risanare la sua posizione.

Ciò che più ha colpito l’opinione pubblica è stato il momento in cui Bramini ha perso la sua stessa casa, ipotecata quando la liquidità della sua azienda “Icom” ha iniziato a scarseggiare, “per non chiudere i battenti e lasciare a casa i dipendenti, sperando che i pagamenti arrivassero, ma non sono mai arrivati”.

Anche i vice premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini si sono dimostrati vicini alla vicenda e all’imprenditore, tanto che Bramini è stato nominato consulente del Ministro dello Sviluppo Economico, per lavorare a un progetto di legge a sostegno degli imprenditori in difficoltà.

La vicenda in sintesi

  • Icom è la società, attiva nello smaltimento rifiuti, che Bramini fonda nel 1980.
  • La società ha successo, lavora prevalentemente per Enti pubblici e raggiunge nel tempo i 35 dipendenti.
  • Nel 1995 Icom vince un appalto con la Ato Ragusa Ambiente per la gestione di due discariche: Vittoria e Scicli.
  • E’ dal 2007 che inizia la crisi di liquidità della Icom, perché la pubblica amministrazione comincia a pagare molto lentamente. Le due discariche vengono chiuse e anche altri appalti vengono meno.
  • Il fallimento dell’azienda avviene nel 2011 ed è in questo momento che la casa di Bramini e gli uffici vengono ipotecati.
  • L’ultimo atto è avvenuto in diretta nel maggio 2018, quando il Tribunale di Monza decreta lo sfratto dell’imprenditore, che deve lasciare l’abitazione pur essendo sostenuto da esponenti politici e da moltissime persone, accorse per manifestare il loro sostegno. 

La soluzione dalla legge sul sovraindebitamento

Sergio Bramini ha visto nella legge sul sovraindebitamento una concreta possibilità di soluzione alla propria situazione debitoria, infatti i giudici del Tribunale di Brescia hanno stabilito il 24 dicembre 2018 che “non possono essere iniziate e proseguite azioni cautelari o esecutive né acquistati diritti di prelazione sul patrimonio oggetto di liquidazione da parte dei creditori”.

La domanda dell’imprenditore ha soddisfatto i requisiti previsti dalla Legge 3/2012 e ha reso possibile l’apertura della pratica di liquidazione del patrimonio.

Per i piccoli imprenditori che si trovano in una situazione di crisi da sovraindebitamento, la Legge “salva suicidi” è l’unica possibilità per poter sanare la propria posizione e ripartire senza più debiti.

Come bloccare il pignoramento della casa e dei beni

La legge 3/2012 risponde soprattutto a chi ha debiti elevati e ha in corso contenziosi civili o tributari che hanno portato all’esproprio di beni mobili e immobili.

Un’opportunità offerta a chi ha fatto ricorso alla legge sul sovraindebitamento è quella di ottenere la sospensione delle procedure esecutive in corso, come è accaduto a Bramini.

Per sospendere un pignoramento, però, non è sufficiente la domanda di composizione della crisi al Tribunale competente, in quanto il Giudice dell’esecuzione non ha il potere di sospendere la procedura espropriativa.
Questo potere spetta al Tribunale investito del sovraindebitamento, che, dopo aver valutato l’ammissibilità della procedura richiesta, sospende con proprio decreto le procedure esecutive in corso.

A questo punto il giudice dell’esecuzione, messo a conoscenza del provvedimento, sospende le procedure esecutive in corso e attende la decisione del Liquidatore gestore nominato, il quale potrà scegliere (anche in base al piano presentato dal debitore) se rendere completamente improcedibile l’esecuzione, ovvero proseguirla con il vantaggio di accantonare nella procedura di sovraindebitamento tutte le somme percipiende.

Per una consulenza competente e per evitare errori formali che mettano a rischio la propria richiesta, puoi contattare i nostri consulenti esperti in materia. Possiamo supportarti in ogni fase della procedura.

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Categoria: News