Sovraindebitamento e contributo unificato: il rischio dell’aumento dei costi
Da tassa fissa di 98 euro a costo variabile: l'allarme sui costi aggiuntivi per avviare le pratiche di sovraindebitamento.
Quanto costa, in tasse, avviare una pratica per cancellare i debiti?
Oltre alle spese professionali, per avviare la procedura in Tribunale, la legge prevede il pagamento di una tassa statale fissa chiamata "Contributo Unificato", pari a 98 euro.
Dal 2025, però, una circolare del Ministero sta cercando di trasformare questa tassa fissa in un costo variabile e molto più alto, calcolato in base all'entità del debito.
Noi di Ri.Analisi riteniamo questa richiesta illegittima e ci stiamo opponendo legalmente per difendere il diritto ad uscire dai debiti senza subire ulteriori oneri fiscali.
Cos'è il Contributo Unificato e a cosa serve?
Quando ci si rivolge a un Giudice per far valere un proprio diritto, come quello di accedere al Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza per stralciare i debiti, lo Stato richiede il pagamento di una tassa iniziale. Questa tassa si chiama Contributo Unificato, è stata introdotta nel 2002 e serve a coprire i costi dell’apparato giudiziario.
Fino a poco tempo fa, per le procedure di sovraindebitamento si pagava una tassa fissa di 98 euro. Una cifra accessibile, pensata proprio per chi si trova già in gravi difficoltà economiche.
La brutta sorpresa: la Circolare del Ministero del 2025
Tutto è cambiato a seguito di una Circolare emessa dal Dipartimento degli Affari di Giustizia del Ministero l'8 gennaio 2025, in risposta a un quesito della Corte d'Appello di Venezia del novembre 2024, relativo alla corretta quantificazione del Contributo Unificato.
Basandosi su questa circolare, il 29 ottobre del 2025, il Tribunale di Treviso ha chiesto a un cittadino che aveva avviato una procedura di "liquidazione del patrimonio", di integrare i 98 euro pagati.
Il motivo? Secondo il Ministero, nelle procedure del Codice della Crisi d'Impresa e Insolvenza il Contributo Unificato non dovrebbe essere fisso, ma commisurato al "valore della causa".
Cosa significa in parole povere? Significa che più è alto il debito che stai cercando di risolvere, più alto sarà il costo delle tasse che lo Stato ti chiederà per aprire la pratica in Tribunale.
L’opposizione di Ri.Analisi in Tribunale
Chiedere a una persona sovraindebitata, che sta cercando aiuto proprio perché non ha soldi, di pagare tasse elevate basate sui propri debiti è un controsenso inaccettabile.
Un orientamento minoritario della giurisprudenza dei Tribunali risulta favorevole all’applicazione di un importo calcolato sul valore della causa, ma il team di Ri.Analisi, avvalendosi delle competenze dei suoi legali, è in prima linea nel sottolineare le carenze e le criticità di un maggiore importo a carico di soggetti in grave difficoltà economica.
Non ci limitiamo a preparare le pratiche, ma difendiamo i diritti dei nostri clienti sollevando tre questioni legali fondamentali:
- Non sono chiari i criteri: non viene precisato, all’interno della Circolare del Ministero, quali debbano essere i criteri per la determinazione del valore della procedura. La circolare del Ministero, inoltre, non costituendo una fonte di legge, non può, in alcun modo, adottare una previsione in contrasto con la normativa vigente (il D.P.R. 115/2002).
- È una procedura volontaria: le procedure di sovraindebitamento assumono i caratteri di un procedimento di "volontaria giurisdizione", non sono cause contenziose contro qualcuno. Pertanto, la legge in vigore (il D.P.R. 115/2002) prevede l'applicazione di un contributo fisso di 98 euro, non a percentuale.
- È contro la Costituzione Italiana: il fine delle procedure di sovraindebitamento è permettere a chi è in crisi di porre rimedio all'insolvenza. L’Applicazione di un contributo variabile, rappresenterebbe una chiara violazione dell’art. 53 della Costituzione, laddove si prevede che “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva” e dell’art.1 della Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo, in cui si ribadisce il fatto che l’imposizione fiscale è prevista per uno scopo legittimo.
Prossimi passi per evitare maggiori costi
Attualmente, diversi Tribunali italiani hanno già presentato richieste ufficiali, o interpelli, al Ministero della Giustizia per far notare queste gravi criticità e chiedere maggiori chiarimenti in merito ai dettami della Circolare dell’Ottobre 2025.
Come Ri.Analisi, stiamo monitorando quotidianamente l'evolversi della situazione. Il nostro obiettivo è garantire che l'esdebitazione rimanga uno strumento di salvezza accessibile a tutti, senza che la burocrazia o tasse ingiuste diventino un ostacolo insuperabile per chi vuole solo riprendere in mano la propria vita.
Contattaci se hai una richiesta specifica o vuoi una consulenza su un problema di sovraindebitamento
RI.Blog
2 Luglio 2026