Debiti dell’impresa individuale: rischi e soluzioni

Non basta chiudere l’azienda per liberarsi dai debiti. Nelle imprese individuali, così come nelle società di persone (sas o snc), i debiti contratti dal titolare ricadono sullo stesso.

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I creditori di un’impresa individuale possono rifarsi sul patrimonio del titolare dell’azienda, dei singoli soci o dei loro rispettivi eredi, senza alcun limite, anche se l’attività viene chiusa.

L’impresa individuale con debiti

È una situazione molto comune oggi. Sempre più aziende sono impoverite da una crisi che riduce i conti in rosso e lascia un mare di debiti sulle spalle.

Si tratta di professionisti, artigiani e commercianti che non riescono più a sostenere le spese di gestione e fornitura. In poco tempo si trovano schiacciati da tasse e contributi che non possono pagare.

La situazione peggiora rapidamente in quanto l’imprenditore pensa di risolvere momentaneamente la situazione chiedendo un prestito alla banca, ma i tassi di interesse sono proibitivi; si sommano quindi le sanzioni e gli interessi di mora sulle tasse e i tributi non pagati allo stato.

I creditori non sono disposti a rinunciare a quanto loro dovuto e quindi se non si riesce in breve tempo a ripagare tutti i debiti, si incorre in una crisi da sovraindebitamento, con conseguenze anche drammatiche.

È importante conoscere i rischi che si corrono in caso di sovraindebitamento con banche, fornitori e fisco, e sapere che è possibile uscirne senza rischiare il crollo finanziario.

Perché la chiusura dell’impresa indebitata non è la soluzione

L’unica soluzione al sovraindebitamento dell’impresa indebitata sembra quella di chiudere l’attività, ma come evidenziato all’inizio, questo non risolve nulla. I debiti dell’impresa individuale, artigiana o del libero professionista non possono essere cancellati con la chiusura, ricadono sulla persona fisica e conseguentemente sulla famiglia.

Per gli obblighi e i debiti dell’impresa individuale, non risponde solo il capitale dell’azienda, ma anche l’imprenditore, persona fisica, con il proprio patrimonio personale. Se si chiude un’impresa su cui gravano ancora debiti, i fornitori, Equitalia e le banche, potranno rivalersi sui beni personali: casa, auto, terreni. Anche se il titolare non avesse beni al momento, i debitori continuerebbero ad assillarlo e in caso di disponibilità di nuovi beni (ad esempio un’eredità ricevuta, una quota prestata), questi verrebbero subito aggrediti.

Inoltre, il mancato pagamento dei debiti creerà una cattiva reputazione e potrebbero esserci difficoltà a riaprire una nuova attività in futuro.

Cosa avviene in caso di eredi?

Una situazione particolarmente spiacevole si verifica in caso di decesso del titolare dell’Impresa individuale. Se al momento della morte, esistono in capo al titolare sia debiti personali che aziendali, l’apertura della successione da parte degli eredi, che hanno accettato l’eredità senza beneficio d’inventario, fa sì che gli stessi subentrino negli attivi e passivi del patrimonio del defunto.

Diverso è il caso in cui l’azienda è a responsabilità limitata, costituita ad esempio sotto forma di società di capitali (ad esempio una s.r.l.). In questo caso, sulla base di quanto stabilito dall’art. 2462 del codice civile, per i debiti d’impresa risponde soltanto la società con il suo patrimonio. E così, eventuali crediti maturati possono essere vantati solo nei confronti della società; una volta cessata quell’attività, né il titolare, né i suoi eredi devono rispondere per quei debiti, salvo il caso in cui sia stata prestata garanzia personale.

La soluzione al sovraindebitamento dell’impresa individuale

Esiste il modo per risolvere i debiti una volta per tutte. È la Legge 3/2012, nata proprio per:

  • le imprese individuali e i relativi soci nel caso di società di persone,
  • le imprese artigiane,
  • i liberi professionisti,
  • gli imprenditori agricoli;
  • gli eredi di un imprenditore defunto;
  • le start-up innovative.

Qui puoi approfondire quali sono gli altri soggetti “non fallibili”, così definiti perché non possono fare ricorso alla legge fallimentare, applicabile solo a società commerciali.

La Legge 3/2012 è un ottimo strumento perché imprese individuali e liberi professionisti possano uscire legalmente dal sovraindebitamento con queste due modalità:

  • accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento;
  • liquidazione dei beni con possibile “esdebitazione”.

Ricorrere all'aiuto dei professionisti giusti per sfruttare la Legge 3/2012 rimane la soluzione migliore, per non rimanere indebitati a vita.

I vantaggi principali della legge 3/2012 consistono in:

  • congelamento di azioni nei confronti del tuo patrimonio, non appena il giudice accoglie l'istanza (apertura liquidazione o omologa);
  • possibilità di rinegoziare i debiti, altrimenti insolvibili. In questo modo riuscirai a ripagare i creditori secondo quanto previsto dai nuovi termini più favorevoli e ripartire da zero, libero dai debiti.

Non tutte le situazioni debitorie rientrano nella Legge 3/2012. Devono infatti essere rispettati i requisiti di fattibilità.

Puoi contattarci ora per verificare se la tua situazione rientra tra quelle ammissibili. Il primo incontro che proponiamo è gratuito.

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DATA PUBBLICAZIONE:
6 Novembre 2019