RI.Blog

Differenze legislative a tutela dei soggetti fallibili o “non” fallibili

DATA PUBBLICAZIONE: 18 Settembre 2018
placehold
placehold

La definizione di soggetto fallibile è data dalla Legge fallimentare, che stabilisce quali requisiti siano necessari per rientrare nel campo di applicazione del fallimento. 

“Non fallibili” sono, invece, tutti i soggetti esclusi dai parametri di questa legge e che quindi possono ricorrere alla Legge 3/2012


Chi è il soggetto fallibile

La legge fallimentare, all’art. 1, stabilisce i requisiti di natura soggettiva e oggettiva affinché un soggetto sia fallibile.

Considerati questi requisiti, sono fallibili gli imprenditori, le ditte o le società che:

  • esercitano un’attività commerciale,
  • superano le soglie di fallibilità,
  • sono in stato di insolvenza.

Importante evidenziare come nel caso di società di persona non è fallibile solo la società, ma anche il socio illimitatamente responsabile.

Le attività commerciali

Solo imprenditori o imprese che esercitano un’attività commerciale sono fallibili. 

Per comprendere quali siano le imprese commerciali si fa riferimento all’articolo 2195 del codice civile. Per esempio rientrano nella definizione le imprese di produzione di beni e servizi, le società di intermediazione nella circolazione dei beni, le banche o le assicurazioni.

Soglie di fallibilità

Sempre i requisiti previsti dall’ art. 1. della Legge fallimentare specificano che possa fallire l’impresa commerciale che supera almeno una delle tre soglie dimensionali seguenti:

  • Un attivo patrimoniale annuo superiore a 300 mila euro (nei tre anni che precedono la presentazione della domanda);
  • Ricavi lordi per un ammontare annuo superiore a 200 mila euro (sempre nei tre anni che precedono la presentazione della domanda);
  • Debiti scaduti al momento della presentazione della domanda per un ammontare superiore o pari a 500 mila euro.

Lo stato di insolvenza

Requisito di natura oggettiva per il fallimento è che l’impresa commerciale risulti in stato di insolvenza, quindi deve trovarsi in una situazione critica e non riuscire più a soddisfare le obbligazioni contratte.

Chi è il soggetto non fallibile

Sono molti i soggetti esclusi dalla disciplina del fallimento e comprendono:

  • i lavoratori autonomi o i liberi professionisti, incluse le associazioni professionali e le società semplici,
  • gli imprenditori agricoli,
  • gli enti non commerciali, ad esempio le associazioni di volontariato, le onlus, le associazioni sportive o non governative;
  • i consumatori, ovvero le persone fisiche che hanno accumulato debiti cui non riescono a far fronte,
  • gli eredi di un imprenditore defunto,
  • le start-up innovative,
  • gli enti pubblici.

Infine, sono non fallibili anche le imprese commerciali “sotto soglia”, quindi di piccole dimensioni, non rientranti tra i parametri indicati nel precedente paragrafo e, nel caso di società di persone i relativi soci.

Cosa prevede la legge per i soggetti fallibili

Il tribunale, che deve svolgere l’istruttoria, raccoglie tutta la documentazione sulla situazione patrimoniale, compresi i bilanci degli ultimi tre esercizi dell’impresa e verifica che ci siano tutti i presupposti per il fallimento.

Una volta che il giudice dichiara il fallimento viene nominato un curatore il quale provvede a redigere l’inventario ed acquisisce i beni del fallito. 

Fatto questo si deve procedere con l’accertamento dello stato passivo, nonché con la verifica puntuale di eventuali privilegi vantati da parte dei creditori.

Nel mentre il curatore inizia la fase liquidatoria, ove i beni del fallito vengono venduti. 

Il ricavato viene quindi distribuito ai creditori a seconda dell’ordine di privilegio.

Se il soggetto non è fallibile? C’è la Legge 3/2012

Se un soggetto non è fallibile può beneficiare della Legge 3/2012, definita anche “Legge salva suicidi” proprio perché ha l’obiettivo di risolvere situazioni economiche particolarmente difficili, talvolta insopportabili, ove il soggetto non riesce più a rispettare gli obblighi presi. 

La legge, entrata in vigore nel 2012, vuole essere lo strumento in grado di ridare concreta speranza al debitore “non fallibile”, che si trovi nell’impossibilità di pagare i propri creditori. 

La Legge 3/2012 è di fatto una nuova procedura, secondo cui un consumatore, un professionista, una piccola impresa o un agricoltore possono soddisfare i propri creditori in base a quanto possono realmente pagare, preservando sempre i costi necessari per il sostentamento suo e della sua famiglia. 

Il fine ultimo è quello di dare la possibilità al soggetto sovraindebitato di ripartire pulito dai debiti.

Qui puoi approfondire cosa prevede la Legge 3/2012

Condividi su:
Categoria: Normativa