L'incubo delle fideiussioni: ex imprenditore salva la sua pensione
Ex artigiano si salva dal sovraindebitamento grazie alla Liquidazione Controllata presso il Tribunale di Arezzo.
La situazione di Ezio
La storia imprenditoriale di Ezio inizia alla fine degli anni '80, quando avvia con successo le sue prime imprese artigiane specializzate nell'installazione di impianti elettrici civili e industriali.
Per decenni dedica tutto se stesso al lavoro, costruendo una realtà solida, ma finisce per scontrarsi con una delle piaghe più dolorose per chi fa impresa in Italia: i mancati pagamenti. L'accumulo inesorabile di commesse insolute nell'arco di vent'anni lo porta a una scelta sofferta ma inevitabile, costringendolo a mettere in liquidazione le sue storiche aziende.
Ezio non si arrende. Per risollevare le sorti economiche della famiglia e onorare gli impegni presi, nel 2011 decide di reinventarsi e puntare su un settore all'epoca in fortissima espansione: l'installazione di impianti fotovoltaici.
Questa nuova attività promette margini operativi importanti, sufficienti a garantire il rientro dalle posizioni debitorie presso le banche.
Sembra l’inizio di una decisa rinascita. Il settore dei pannelli solari è in pieno boom grazie al "Conto Energia", un sistema di contributi pubblici che paga i cittadini per produrre energia pulita. L'investimento è così conveniente che i clienti fanno a gara per firmare i contratti.
Ezio si ritrova di colpo senza incassi, ma con i debiti contratti per acquistare i costosi materiali già accumulati in magazzino.
Le fidejussioni e il sovraindebitamento
Senza più entrate, i tentativi di Ezio di chiedere agli Istituti di Credito una dilazione dei pagamenti si rivelano del tutto inutili. Non essendo più in grado di far fronte agli impegni, le società da lui amministrate vengono definitivamente dichiarate fallite.
Ma per Ezio il vero incubo doveva ancora cominciare. Per ottenere i finanziamenti necessari a far lavorare le sue aziende, negli anni aveva dovuto firmare delle fideiussioni, prestando garanzie personali sui debiti societari.
Con la chiusura delle imprese, il debito non è svanito: si è riversato interamente su di lui.
Le banche hanno iniziato a perseguitarlo accanendosi sul suo patrimonio personale, rovinando il momento in cui Ezio aveva finalmente maturato i requisiti per godersi la meritata pensione.
Come Ri.Analisi è intervenuta
Disperato ma deciso a non soccombere, Ezio ha contattato gli specialisti di Ri.Analisi Bancaria e Tributaria.
Fin dal primo incontro, i nostri consulenti hanno ascoltato la sua storia senza alcun giudizio, offrendogli finalmente quella chiarezza e quel sostegno che le banche gli avevano sempre negato.
Il nostro team multidisciplinare, composto da analisti finanziari e avvocati esperti in sovraindebitamento, si è messo immediatamente al lavoro.
Abbiamo analizzato meticolosamente ogni singolo dettaglio della sua posizione:
- l'esposizione debitoria complessiva: abbiamo mappato tutti i debiti derivanti dalle sue vecchie imprese e, soprattutto, quantificato il peso reale di quelle fideiussioni personali.
- la sua reale capacità patrimoniale: abbiamo esaminato le sue uniche entrate disponibili, ovvero la sua pensione, mettendole a confronto con le spese minime e indispensabili per garantire a lui e alla sua famiglia una vita dignitosa.
Il debito accumulato era talmente alto che Ezio non avrebbe potuto risanarlo. Qualsiasi proposta di accordo bonario o saldo e stralcio con i singoli creditori sarebbe stata rifiutata o si sarebbe rivelata inefficace.
Abbiamo individuato nel nuovo Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza lo strumento più adatto. La strada da percorrere era l'apertura della Liquidazione controllata: l'unica procedura in grado di congelare immediatamente le pretese delle banche, proteggere la sua pensione da pignoramenti selvaggi e condurlo, al termine del percorso, alla cancellazione totale e definitiva di tutti i debiti residui.
La sentenza del Tribunale di Arezzo: la pensione è salva
Il lavoro dei nostri legali ha portato al risultato sperato. Il 12 novembre 2025, il Tribunale di Arezzo ha emesso la sentenza ufficiale che ha dichiarato aperta la procedura in favore di Ezio.
I benefici per il nostro cliente sono stati immediati:
- Blocco dei pignoramenti: il Tribunale ha stabilito formalmente che nessun creditore (banche comprese) potrà più iniziare o proseguire azioni esecutive (pignoramenti) contro Ezio.
- Tutela della pensione: Ezio ha maturato i requisiti per la pensione. Il Giudice ha disposto che l'assegno mensile venga tutelato. L'ex imprenditore metterà a disposizione della procedura solo la quota eccedente l'importo necessario per il proprio mantenimento e per vivere serenamente.
- Cancellazione definitiva: al termine della procedura, Ezio otterrà il beneficio dell'esdebitazione. Questo significa che tutti i debiti che, dopo 3 anni, non è riuscito a pagare con la quota mensile della sua pensione, verranno cancellati per sempre.
La verità sui debiti delle aziende artigiane: chiudere l'impresa non basta
La lezione più importante che possiamo trarre dalla storia di Ezio è questa: chiudere la Partita IVA, liquidare l'azienda o vederla fallire non fa svanire magicamente i debiti. Se per avviare la tua impresa avevi firmato delle fideiussioni (garanzie personali), i creditori non si fermeranno. Continueranno a perseguitarti, trasferendo il debito aziendale direttamente sul tuo patrimonio personale e aggredendo i tuoi risparmi, la tua casa o la tua pensione.
Fuggire o ignorare il problema non serve, ma le fideiussioni e la chiusura delle ditte individuali possono essere superati se ci si affida agli strumenti messi a disposizione dalla legge. Attraverso l'apertura di una procedura di sovraindebitamento in Tribunale — come ha fatto Ezio affidandosi ai nostri professionisti — puoi fermare definitivamente le banche, mettere al sicuro i soldi necessari per vivere e ottenere la cancellazione definitiva di tutti i debiti che non sei concreatemente in grado di pagare.
Alcune domande e risposte sull'argomento:
- La chiusura di una impresa artigiana cancella le fideiussioni personali?
No, le fideiussioni rimangono attive. I creditori, non potendo più aggredire l'azienda, si rivolgeranno direttamente a te come privato cittadino, aggredendo i tuoi beni personali. - La pensione può essere pignorata per debiti aziendali?
Sì, ma avviando la procedura di Liquidazione Controllata puoi bloccare i pignoramenti e cancellare i debiti che non riesci a pagare. - Quanto dura la procedura di Liquidazione Controllata?
La procedura ha una durata standard di 3 anni. Durante questo periodo, il debitore mette a disposizione i propri beni liquidabili e la quota eccedente del proprio reddito
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6 Luglio 2026