Rinviata l’entrata in vigore del Codice della Crisi d’Impresa e introdotti nuovi strumenti per le imprese

Approvato il nuovo decreto legge che rinvia al 16 maggio 2022 l'entrata in vigore del Codice della crisi d'impresa. Da novembre 2021 ci sarà un nuovo strumento di aiuto: la composizione negoziata della crisi.

placehold
placehold

E’ ufficialmente rinviata al 16 maggio 2022 l’entrata in vigore del Codice della Crisi d’Impresa che inizialmente era prevista per il 1 settembre 2021.

La nuova data del rinvio è approvata con il decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 agosto 2021. Ma questo decreto non si limita ad un semplice rinvio del Codice della Crisi, introduce anche strumenti di aiuto alle imprese in difficoltà economica, tra i quali si distingue la "composizione negoziata della crisi".

Le imprese in difficoltà o insolventi sono in aumento ed era quindi necessaria un’azione urgente del Governo, in grado di fornire strumenti più efficaci per affrontare l’attuale crisi.

Il Governo ha quindi approvato in agosto un insieme di "misure urgenti in materia di crisi d'impresa e di risanamento aziendale, nonché ulteriori misure urgenti in materia di giustizia"

Le novità introdotte dal decreto legge n.118/2021

Nel decreto legge sono incluse quattro tipologie di intervento:

  • il rinvio al 16 maggio 2022 dell’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa, per adeguarlo alla nuova direttiva europea sull’insolvenza 2019/1023.
  • l’introduzione della “Composizione negoziata della crisi”, un nuovo strumento di aiuto per le imprese in difficoltà e con l’obiettivo di un loro risanamento.
  • l’introduzione di alcune modifiche alla legge fallimentare, anticipando alcuni strumenti di composizione negoziale già previsti dal codice della crisi.
  • il rinvio al 31 dicembre 2023 delle misure di allerta, presenti nel Titolo II del Codice della crisi e questo sia per sperimentare l’efficacia della composizione negoziata, sia per rivedere i sistemi di allerta già previsti nel codice della crisi d’impresa.

La composizione negoziata della crisi: cos’è e come può aiutare le imprese

L'attuale legge fallimentare, che il nuovo Codice dovrebbe riformare completamente, non è in grado di offrire risposte alle condizioni critiche attuali. Concordato preventivo e fallimento non devono essere le uniche possibilità per le imprese in crisi. Ecco perché il Governo ha pensato ad un nuovo strumento per incentivare l'emersione anticipata della crisi e offrire un supporto all'imprenditore che intende risanare la propria realtà.

La composizione negoziata della crisi è quindi un percorso:

  • stragiudiziale, quindi non coinvolge giudice o tribunali,
  • meno oneroso,
  • adeguato alle attuali condizioni di mercato.

Chi può farne ricorso 

Le aziende di qualunque dimensione, iscritte al registro delle imprese, comprese le società agricole e che si trovano in una situazione di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario.

Come si procede 

L’imprenditore in crisi si rivolge alla Camera di Commercio presso la quale è iscritta l’azienda.

La domanda da presentare sarà disponibile su una piattaforma telematica nazionale, dal 15 novembre 2021.

Una volta inviata la domanda, verrà nominato un esperto indipendente che affiancherà l’impresa al fine di trovare una soluzione alle condizioni di difficoltà finanziarie ed economiche e quindi mantenere l’azienda sul mercato.

L’elenco degli esperti e i loro requisiti

Ogni Camera di Commercio definirà una commissione creata per nominare gli esperti che avranno l’incarico di affiancare l’imprenditore in crisi.
Questa commissione potrà fare riferimento ad un elenco di iscritti, in possesso dei requisiti formativi che il Ministero sta definendo e che emetterà con un ulteriore decreto nel prossimo mese.

Gli esperti, oltre ai requisiti formativi in via di definizione, devono anche essere:

  • iscritti all'albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili o all'albo degli avvocati da almeno cinque anni e possono documentare precedenti esperienze in ambito di crisi d’impresa, ristrutturazione dei debiti o risanamenti aziendali.
  • iscritti da almeno cinque anni all’albo dei consulenti del lavoro con documentazione di almeno in tre casi relativi alla conclusione di accordi di ristrutturazione dei debiti omologati, di accordi sottostanti a piani attestati o di avere presentato concordati con continuità aziendale omologati;
  • non iscritti in albi professionali, ma che documentano di avere svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in imprese coinvolte in operazioni di ristrutturazione, successivamente risanate e non dichiarate fallite o in stato di insolvenza.

La piattaforma nazionale della CCII attiva dal 15 novembre

Ciascuna Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura istituirà una piattaforma telematica nazionale, attiva dal 15 novembre e accessibile dal sito istituzionale agli imprenditori iscritti nel registro delle imprese, dove potranno trovare:

  • una lista di controllo particolareggiata, adeguata anche alle esigenze delle micro, piccole e medie imprese,
  • indicazioni operative per la redazione del piano di risanamento,
  • un test pratico per verificare la sostenibilità del risanamento proposto

Tutti i contenuti indicati sono in fase di definizione con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia e saranno adottati entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto istitutivo.


Se vuoi subito una consulenza su come risolvere una crisi da sovraindebitamento, contattaci oggi. Ci occupiamo di legge 3/2012 e di esdebitazione dal 2014.

Le novità apportate alla legge Fallimentare

In merito alla Legge fallimentare si aggiungono ulteriori innovazioni importanti e di supporto alle attività di risanamento e ristrutturazione dell’indebitamento delle imprese che saranno operative prima dell’entrata in vigore del Codice della crisi e dell’insolvenza.

E’ l’art. 20 del DL n.118 del 24 agosto 2021, tratta di modifiche urgenti alla legge fallimentare vigente, e vengono aggiornati i seguenti temi:

  • accordi di ristrutturazione ad efficacia estesa,
  • convenzione di moratoria,
  • accordi di ristrutturazione agevolati,
  • effetti degli accordi di ristrutturazione per coobbligati e soci illimitatamente responsabili.

E’ prevedibile che queste novità entreranno in vigore dal 15 novembre 2021.

In attesa dell’entrata in vigore del Codice della crisi, il recente decreto legge fa chiarezza sulle recenti modifiche alla legge fallimentare sulla transazione fiscale e su altre norme necessarie.


I prossimi aggiornamenti saranno disponibili sul nostro blog e se vuoi conoscere le novità in merito a Legge 3/2012 e Legge fallimentare iscriviti alla nostra newsletter, oppure contattaci per una consulenza qualificata.  

RI.Blog

DATA PUBBLICAZIONE:
26 Agosto 2021