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Soluzione ai troppi debiti: focus sul piano del consumatore

DATA PUBBLICAZIONE: 25 Febbraio 2019
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Una soluzione concreta per i tanti consumatori sovraindebitati? 
C'è il “piano del consumatore”, una procedura prevista dalla legge 3/2012 con l'obiettivo di ridurre o azzerare legalmente i debiti del soggetto sovraindebitato.

La procedura rimarrà valida fino all'entrata in vigore del nuovo Codice della Crisi d'impresa e dell'insolvenza, recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale e approfondito in un nostro articolo.

La procedura dedicata ai "consumatori"

La normativa prevede due procedure per tutti i soggetti ammessi alla legge 3/2012:

  • Accordo da sovraindebitamento (già approfondito qui)
  • Liquidazione dei beni con possibile “esdebitazione”.

Per i consumatori, quindi privati cittadini che non riescono più a far fronte ai propri debiti, si aggiunge una terza procedura:

  • Piano del consumatore

Analizziamo più nel dettaglio questa procedura per comprendere le caratteristiche e i vantaggi che offre.

Requisiti da tenere presenti

Il debitore che vuole accedere alla procedura del Piano del consumatore deve possedere i seguenti requisiti:

  • stato di sovraindebitamento: Il debito non può essere risanato con il proprio patrimonio;
  • documentazione completa e accurata che consente di ricostruire la sua situazione economica e patrimoniale;
  • meritevolezza: il consumatore non deve aver “colposamente determinato” il sovraindebitamento;
  • assenza di procedure concorsuali diverse da quelle previste dalla legge 3/2012;
  • il soggetto non deve aver usufruito della legge 3/2012 negli ultimi 5 anni.

L'importanza della meritevolezza

Requisito fondamentale per vedere approvato il “piano del consumatore” proposto è proprio la meritevolezza.
Il giudice non verifica solo l’effettiva condizione di sovraindebitamento e il patrimonio del debitore, ma anche le ragioni che hanno portato a tale situazione

Se il debitore ha contratto un debito che sapeva già di non poter ripagare, ha “colposamente determinato il proprio sovraindebitamento” e quindi il piano non può essere omologato.

Per questo è essenziale la consulenza dei professionisti Ri.Analisi, che valutano ogni aspetto e conoscono le possibilità di successo del proprio cliente.

Le fasi della procedura

Il piano del consumatore consiste in un piano rateale di pagamento dei debiti, predisposto sulla base delle reali possibilità economiche del debitore.

Le fasi sono:

  1. Raccolta di tutta la documentazione da parte dei professionisti Ri.Analisi e deposito della proposta del piano presso il tribunale;
  2. Redazione, con l’ausilio dell’OCC (organismo di composizione della crisi), di un piano economico finanziario sostenibile con i medesimi contenuti previsti per l’accordo di sovraindebitamento;
  3. Verifica della fattibilità e dell’idoneità del piano. Se positiva il giudice omologa il piano (NON è previsto il voto dei creditori);
  4. Forme di pubblicità, analogamente all’accordo;
  5. Attuazione del piano. È prevista la possibilità della conversione in liquidazione.

Importante: Assenza del voto dei creditori

La differenza fondamentale con le altre procedure è che per l’omologazione non occorre ottenere il consenso dei creditori.
La procedura è quindi più semplice e veloce.

La durata del piano

Uno degli ostacoli principali del piano del consumatore è quello della durata. Un piano di durata pluriennale è un vantaggio per il debitore, ma questo è in contrasto con gli interessi dei creditori.

Sul tema della durata la Legge 3/2012 non stabilisce nulla di preciso. Per questo si è resa necessaria la completa revisione del tema affrontata con il nuovo Codice sulla crisi d'impresa e sull'insolvenza.

L'attuale “vuoto normativo” è stato colmato dalla Giurisprudenza di merito che, richiamando le indicazioni della Corte di Cassazione (sent. 1521/2013), ha posto un tetto massimo alla durata del piano, solitamente individuato in cinque anni.

Spesso una durata così breve non è sostenibile, soprattutto nel caso in cui gli istanti si ritrovano ad avere debiti con istituti bancari o finanziarie che posseggono garanzie ipotecarie sugli immobili degli stessi. 

Un piano del consumatore di cinque anni (o poco più) sarebbe più oneroso rispetto al piano di ammortamento bancario.

Le pronunce che hanno previsto durata superiore ai cinque anni

La giurisprudenza di merito sul punto ha visto spesso giudici che hanno approvato piani di durata ultaquinquennale, fino ad arrivare a trent’anni.

Anche nel nostro Blog abbiamo trattato questo tema:

Numerose sono le aperture da parte dei giudici, che hanno il difficile compito di trovare un accordo tra gli interessi in gioco. Da una parte quelli dei debitori che richiedono di innalzare il numero di rate previste, dall’altro quelli dei creditori, che mirano ad una veloce risoluzione della propria posizione.

Per ogni approfondimento sulla questione è possibile rivolgersi agli esperti di Ri.Analisi e fissare ora un incontro.

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Categoria: Normativa