Come risolvere il sovraindebitamento delle imprese agricole

E’ essenziale per gli imprenditori agricoli e gli allevatori comprendere quali soluzioni esistano per la gestione delle crisi da sovraindebitamento, soprattutto nel contesto globale e competitivo attuale. Vediamo le novità normative.

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Dopo le proteste degli agricoltori in Europa, iniziate in Germania in seguito al taglio al carburante, in Italia i trattori hanno iniziato a bloccare le strade agli inizi di febbraio. A causare la protesta è stata una progressiva crisi che, tra il 2005 e il 2020, ha portato alla chiusura di oltre 5 milioni di aziende agricole in Europa. 

Anche in Italia le imprese del settore si sono ridotte della metà: nel solo 2022 più di tremila aziende, principalmente di piccole dimensioni, hanno dovuto chiudere i battenti. 

La crisi del settore agricolo, per effetto di politiche nazionali e comunitarie, è alla radice di questa situazione e molti agricoltori si trovano in uno stato di forte sovraindebitamento.

Le richieste degli agricoltori agli inizi del 2024

Le richieste principali degli agricoltori includono:

  • la riduzione dei costi di produzione,
  • il blocco di ogni aumento di prezzo del gasolio,
  • una pausa nei pagamenti dei debiti
  • il rimborso delle multe relative alle quote latte, argomento che ha ricevuto molta attenzione alcuni anni fa e che abbiamo trattato nell’articolo Imprese agricole e sovraindebitamento.

Altre richieste riguardano: 

  • la semplificazione delle procedure per ottenere fondi europei
  • la riduzione della lunghezza delle catene di approvvigionamento
  • la revisione della legge del 2004 che riguarda i risarcimenti per danni dovuti a calamità naturali,
  • avere materie prime italiane obbligatorie nelle mense,
  • una migliore etichettatura che valorizzi i prodotti locali.

L'Unione Europea ha risposto in parte alle richieste degli agricoltori, ha posticipato di un altro anno l'obbligo di mantenere il 4% dei terreni a riposo e ha ridotto gli obiettivi sulla riduzione dei pesticidi.

Aziende agricole e normativa italiana

L'art. 2135 del Codice Civile definisce l'imprenditore agricolo come colui che svolge attività come coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali ed attività connesse. Tuttavia, secondo l'art. 1 della ex legge fallimentare, l'imprenditore agricolo non può essere soggetto al fallimento, tranne che nel caso in cui svolga prevalentemente attività commerciale.

L'agricoltura, data la natura peculiare della sua attività e la rapida deteriorabilità dei suoi prodotti, rappresenta un'eccezione nel nostro sistema legale e questo rende complicata l'applicazione delle norme aziendali convenzionali agli imprenditori agricoli, influenzando anche la gestione del loro indebitamento e le relative regole.

Le soluzioni per la crisi delle aziende agricole

Le soluzioni per la crisi d'impresa dell'imprenditore agricolo sono emerse a partire dal 2011, quando grazie alla ex legge fallimentare sono state estese a questa tipologia di impresa:

  • l'accordo di ristrutturazione del debito: si tratta di un'azione adottata da un'impresa in difficoltà per ridurre il debito e ristabilire la stabilità finanziaria.
  • la transazione fiscale: vi si ricorre in caso di debiti verso enti pubblici statali (come l’Agenzia delle Entrate e l’INPS) ed è un mezzo per le imprese di gestire i debiti con le autorità fiscali attraverso piani di pagamento dilazionati, sconti o una combinazione di entrambi.

Successivamente è stata introdotta la Legge 3/2012, ora confluita nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII), che ha consentito all'imprenditore agricolo in stato di sovraindebitamento di risolvere legalmente la propria situazione con due procedure:

  • l’accordo di composizione della crisi, che permette di proporre ai creditori un piano di rientro dai debiti;
  • la liquidazione dei beni; in questo caso il debitore mette a disposizione dei creditori i propri beni ed eventuali crediti per ripagare le somme dovute.

Le novità del CCII per le imprese agricole

Il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza, entrato in vigore nel 2022, ha apportato diverse modifiche sia alla legge 3 del 2012, sia alla legge fallimentare.

L'accordo di composizione della crisi è stato rinominato concordato minore e la liquidazione dei beni è stata chiamata liquidazione controllata.

Il concordato minore è riservato agli imprenditori che desiderano continuare l'attività aziendale e non richiede più il consenso della maggioranza dei creditori rappresentanti il 60% dei crediti, ma solo la maggioranza semplice.

Per quanto riguarda la liquidazione controllata, prima della riforma richiedeva un'apposita istanza e veniva concessa solo se soddisfatti determinati requisiti. Con la nuova normativa, diventa automatica.

Il CCII ha modificato anche gli accordi di ristrutturazione, presenti nella ex legge fallimentare, e ha introdotto tre tipologie di accordi di ristrutturazione:

  • l'accordo standard,
  • l'accordo agevolato,
  • l'accordo ad efficacia estesa.

Questi accordi sono applicabili anche agli imprenditori agricoli e prevedono diverse modalità di adesione e di applicazione, ampliando così le possibilità di gestione della crisi aziendale.

Infine, il CCII ha modificato anche la transazione fiscale, stabilendo che possa essere richiesta entro 60 giorni dalla proposta e che sia applicabile agli accordi standard, agevolati ed estesi, per evitare ritardi da parte delle agenzie fiscali.

Cosa propone Ri.Analisi per risolvere il sovraindebitamento delle imprese agricole

Le aziende agricole sono preziose per il nostro Paese poiché producono beni essenziali e contribuiscono alla cura del paesaggio rurale. Tuttavia, come in ogni settore economico, l'agricoltura può essere influenzata da variazioni, rischi e incertezze finanziarie che mettono le imprese di fronte a difficoltà.

Nel contesto globale e competitivo attuale, è vitale per gli imprenditori agricoli conoscere le procedure legali e avere accesso a consulenti competenti che possano fornire supporto in tutte le fasi del processo.

Proprio perché conosciamo bene l’attuale normativa, possiamo aiutare le aziende agricole a ricorrere a due procedure:

I nostri professionisti valutano attentamente le opzioni disponibili per ciascuna impresa, offrendo una soluzione definitiva.

Affidarsi a esperti aiuta a evitare errori che potrebbero impedire l'accesso ai benefici legali per 5 anni a causa di errori nella documentazione o nell'applicazione della legge.

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DATA PUBBLICAZIONE:
18 Marzo 2024