Debiti con il Fisco: cosa fare per risolvere il problema

Rateizzare il debito, dilazionare i pagamenti o ricorrere alla legge sul sovraindebitamento. Ecco le soluzioni possibili per risolvere i problemi di debiti con l’Agenzia delle Entrate.

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Ti è arrivato un avviso di pagamento di vecchie cartelle esattoriali e non sai come fare?
Rischi il pignoramento dello stipendio o l’espropriazione dei tuoi immobili?
Scopriamo insieme come risolvere questo problema che riguarda molte persone.

Il problema dei debiti e la fine della tregua fiscale

La tregua fiscale, voluta dal Governo per arginare la crisi economica provocata dalla pandemia, è durata fino al 31 agosto 2021. 

Dal 1° di settembre è ripartita infatti l’attività di notifica da parte dell’Agenzia delle Entrate e della Riscossione.
Il Covid 19 ha peggiorato la situazione economica di molte persone che non riuscendo a pagare nei termini previsti i propri debiti al Fisco, anche pregressi, rischiano il pignoramento dello stipendio o della pensione e l’espropriazione dei beni immobili.

Inoltre, a causa delle sanzioni e degli interessi, inevitabilmente il debito aumenta. 

Va specificato che se un atto, una cartella esattoriale o un avviso di accertamento da parte del Fisco sono illegittimi o infondati, è possibile chiedere di avviare un ricorso tributario per ottenere l’annullamento totale o parziale.

Se invece il debito c’è e non è stato pagato quanto dovuto, esistono varie possibilità per far fronte a queste situazioni di indebitamento e sono tutte pienamente legittime.  

Le soluzioni possibili sono:

  1. La rateizzazione del debito
  2. L’accertamento con adesione
  3. Il saldo e stralcio con il Fisco
  4. La transazione fiscale
  5. La legge sul sovraindebitamento (Legge 3/2012)

Vediamole una ad una nel dettaglio.

1. La rateizzazione del debito

Hai accumulato grosse somme nei confronti del Fisco e sei in difficoltà con il pagamento? Non preoccuparti puoi fare richiesta di rateizzazione, così da diluire i pagamenti. La legge prevede che chi ha contratto debiti non oltre i 60 mila euro possa pagare a rate.

Grazie al decreto Ristori (DL 137/2020) sono state introdotte delle ulteriori agevolazioni valide fino al 31 dicembre 2021. Vediamo le novità:

  • è stato aumentato a 100 mila euro il limite di debito che è possibile rateizzare e basta una semplice richiesta, senza documentazione aggiuntiva, che dimostri il tuo stato di difficoltà economica.
  • sarà tollerato un ritardo di pagamento fino a 10 rate, non più 5 come finora previsto, se stavi già rateizzando il debito all’8 marzo 2020 e per chi ne farà richiesta entro il 31 dicembre 2021.
  • potrà presentare una richiesta di rateizzazione anche chi aveva già avviato una procedura per risanare i propri debiti prima della fase emergenziale, senza necessità di versamento delle rate scadute. Anche chi ha fatto richiesta di “rottamazione” e “saldo e stralcio” e non è riuscito a rispettare le scadenze, può ancora rateizzare le somme dovute.

Eventualmente potrai anche chiedere un piano di rateizzazione straordinaria fino a 10 anni di durata (120 rate mensili), non più 6 anni, nel caso in cui tu sia in una situazione di difficoltà economica, ma non per colpa tua.

2. L’accertamento con adesione

Si tratta di un “accordo” tra te e l’Agenzia Entrate Riscossione, ma non devi aver presentato ricorso davanti al giudice tributario.

La procedura può essere avviata per tutte le più importanti imposte dirette e indirette e ti permette di ridurre le sanzioni amministrative fino a 1/3 rispetto al minimo previsto dalla legge.

Trattandosi di un accordo, i contenuti dello stesso sono dettagliati in un atto di adesione, che dovrà essere sottoscritto da te e l’Agenzia delle Entrate. L’intera procedura si conclude solo al termine del pagamento delle somme concordate ed è così chiuso il debito con il Fisco.

E’ possibile effettuare il pagamento in due modalità:

  • in unica soluzione, entro i 20 giorni successivi alla redazione dell’atto;
  • a rate, per un massimo di 8 rate trimestrali di uguale importo, o di 16 rate trimestrali se le somme dovute superano 50.000 euro.

3. Saldo e stralcio con il Fisco

Solitamente si parla di saldo e stralcio con banche o finanziarie, ma è possibile anche con il Fisco? Non sempre e non per tutti.

Spesso i contribuenti non riescono a pagare i debiti che derivano da accertamenti fiscali o tasse e imposte non pagate per reale impossibilità di farvi fronte, inoltre le sanzioni si accumulano e la situazione peggiora sempre di più.

La procedura di saldo e stralcio ti permette di chiudere un debito, con una somma inferiore rispetto all’importo complessivo dovuto. E’ una sorta di “sconto” del debito a fronte di un pagamento immediato o nel breve periodo.

Non è sempre possibile richiedere un saldo e stralcio con il Fisco ed è necessario aspettare eventuali interventi legislativi che lo consentano.

Il “saldo e stralcio” con il fisco è comparso nel 2019, con la legge di bilancio, che ha consentito quella che viene definita "pace fiscale". E’ però una misura limitata nel tempo e riguarda una finestra temporale ben definita.

La Pace fiscale introdotta nel 2019 dal Decreto Fiscale (D.L. nr. 119 del 23/10/2018), ha previsto diverse misure per regolarizzare la propria posizione con l’Erario, per il periodo compreso tra il 2000 e il 2010. 

Il Decreto Sostegni del 2021, ha poi ampliato il diritto del contribuente ad ottenere l’annullamento delle cartelle, introducendo lo stralcio per importi fino a 5.000 euro (superando così il limite precedente di 1.000 euro).
Con il nuovo stralcio introdotto dalla Legge di conversione del Decreto Sostegni, diversamente dalla precedente disposizione normativa, il Legislatore ha voluto favorire espressamente i contribuenti maggiormente colpiti dalla crisi economica dell’ultimo decennio, che si è particolarmente aggravata a seguito della pandemia da Covid-19. 

Potranno beneficiare di questo “condono” tutti i contribuenti, persone fisiche e non, che nel periodo d’imposta al 31 dicembre 2019, hanno avuto un reddito inferiore ai 30.000 euro.

Il condono, a differenza della rottamazione, è automatico e non serve fare alcune richiesta specifica. Dunque in questo caso le cartelle per debiti inferiori a 5.000 euro, emesse fino al 2010 compreso, vengono cancellate automaticamente.

4. La transazione fiscale

Una transazione è di fatto un accordo con cui si risolve una controversia. 

La transazione fiscale è una procedura simile al concordato ed è rivolta alle imprese fallibili o imprenditori agricoli in stato di crisi che fanno richiesta di procedura di concordato preventivo o di ristrutturazione dei debiti.

Il debitore può proporre il pagamento parziale, anche dilazionato nel tempo, del debito tributario solamente in presenza di un piano di risanamento dell’impresa in crisi.
La proposta riguarda il pagamento parziale delle passività per tributi e contributi, comprese l’IVA e le ritenute effettuate e non versate.

Sono esclusi i tributi locali che non possono essere pagati parzialmente o dilazionati, come IMU, TASI, TARI o imposta di soggiorno e di scopo, poiché non sono amministrati dalle Agenzie fiscali in forza di legge o convenzione.

5. Legge sovraindebitamento

Se sei un privato con debiti elevati e non puoi ricorrere al saldo e stralcio, o sei un artigiano o un imprenditore non fallibile c’è una sola alternativa valida e legale per togliere i debiti con il Fisco: la legge sul sovraindebitamento.

Questa legge, la legge 3 del 2012, permette di ottenere una forte riduzione, se non l’annullamento del debito, anche quando il creditore è solo il Fisco. 

Se si tratta di debiti di impresa, con la procedura di accordo di composizione della crisi è necessario il consenso del 60% dei creditori.
Per i debiti del consumatore, invece, è sufficiente il nulla osta del giudice. 

C’è una importante novità introdotta con la riforma del sovraindebitamento del 2021, e cioè se il contribuente non ha alcuna disponibilità economica può anche chiedere la totale cancellazione del debito, senza dover pagare nulla.

La legge 3/2012, detta anche “legge salva suicidi”, rappresenta la soluzione per le persone che versano in gravi condizioni economiche – ovvero in uno stato di sovraindebitamento – e non riescono a pagare e a sostenere i debiti che hanno accumulato nel corso del tempo.

Anche se hai solo il reddito da lavoro dipendente e non sei titolare di nessun bene immobile o mobile puoi accedere a questa procedura. Qui puoi trovare molte testimonianze di nostri clienti che abbiamo aiutato a liberarsi dai debiti. 

Per capire quale di queste soluzioni ai problemi di debiti con il Fisco è più adatta alla tua situazione, contattaci con fiducia. Gli esperti di Rianalisi sono a disposizione per valutare il tuo caso e consigliarti la soluzione corretta.

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DATA PUBBLICAZIONE:
16 Settembre 2021