Debiti con la banca: come ridurli con la liquidazione controllata

Il Tribunale di Padova ha approvato la liquidazione controllata per una nostra cliente, che potrà risolvere un debito di oltre 118 mila euro con Banche e Finanziarie.

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Marianna, una nostra cliente di Padova, dopo la separazione dal marito si è trovata a dover provvedere da sola al pagamento delle rate del mutuo e di altri prestiti da lei richiesti per far fronte alle tante spese famigliari.

In seguito alla perdita del lavoro come dipendente, in poco tempo ha accumulato un debito di oltre 118 mila euro che non è stata più in grado di sostenere.

Ci capita spesso di affrontare situazioni come quella di Marianna poiché è frequente che le separazioni coniugali comportino difficoltà economiche per entrambe le parti e che ne derivino delle crisi da sovraindebitamento. Ma capiamo meglio come abbiamo affrontato il suo caso. 

La situazione della nostra cliente Marianna

Marianna è una giovane mamma che ha sempre lavorato per riuscire a garantire una vita dignitosa a se stessa e soprattutto al proprio figlio di soli dieci anni.

Dopo essersi separata dal marito ha dovuto far fronte da sola alle necessità famigliari, poiché l’ex coniuge non aveva un’occupazione stabile e quindi non poteva concorrere al mantenimento del figlio.

Grazie alla sua stabilità lavorativa, garantita da un lavoro come dipendente presso un centro commerciale, Marianna ha ottenuto il mutuo per l’acquisto della casa dove vive con il figlio.

Ha richiesto anche alcuni ulteriori finanziamenti per far fronte a diverse spese, compreso l’acquisto dell’automobile necessaria per la gestione della famiglia.

I motivi del sovraindebitamento di Marianna

Marianna ha perso il lavoro a tempo indeterminato dopo ripetuti comportamenti di mobbing nei suoi confronti, a causa di alcune incomprensioni con la sua nuova responsabile di reparto. Questo ha determinato un lungo periodo di instabilità occupazionale, caratterizzato da lavori a termine, alternati da periodi di disoccupazione.

Una simile situazione ha comportato inevitabilmente l’incapacità di fronteggiare regolarmente le obbligazioni assunte e quindi la nostra cliente non ha più potuto pagare le rate del mutuo sulla casa e gli ulteriori finanziamenti.

La banca ha così avviato la procedura esecutiva sulla casa di abitazione, che dopo ripetuti ribassi all’asta, ha ora un valore complessivo di soli 47.000 euro.

La quota totale dei debiti è però di oltre 118.600 euro, di cui 109.400 euro nei confronti di istituti bancari e 9.200 euro nei confronti di società finanziarie. Quindi, oltre alla perdita dell’abitazione ormai compromessa, Marianna non riesce a liberarsi della quota restante dei suoi debiti, che è obbligata a pagare. 

Come Ri.Analisi ha affrontato il sovraindebitamento di Marianna

Marianna non sapeva come uscire dalla situazione di sovraindebitamento in cui si trovava, apparentemente irrisolvibile.  Un'amica le ha consigliato di rivolgersi a dei professionisti esperti in casi di esdebitazione e ha trovato noi di Ri.Analisi.

Dopo uno studio approfondito della sua situazione e dopo aver verificato la documentazione da lei fornita, i nostri professionisti hanno studiato una soluzione che potesse rispondere alle sue esigenze specifiche. 

La via più semplice è stata l’accesso alla procedura di liquidazione controllata, che in seguito alla verifica dell’O.C.C. (Organismo di Composizione della Crisi), è stata approvata dal Tribunale di Padova.

La sentenza di liquidazione controllata

Grazie alla procedura di liquidazione controllata, prevista dal CCII, Marianna otterrà l’esdebitazione ovvero la dichiarazione di inesigibilità dei crediti che non sono soddisfatti a seguito della vendita dell’immobile di sua proprietà.

Con la legge sul sovraindebitamento viene data la possibilità a tutti, anche a chi è persona fisica, dipendente o disoccupato, di risolvere una crisi debitoria, accedendo alla liquidazione dei propri beni, con la possibilità di cancellare i debiti che non si è in grado di pagare. 

Grazie alla nostra consulenza, prima di tutto abbiamo calcolato la somma delle spese necessarie al sostentamento della cliente e del figlio, e risultano di circa 1.300 euro mensili.
Il reddito mensile netto di Marianna è di circa 1.500 euro al mese, quindi il giudice ha stabilito che la cliente pagherà ai creditori circa 200 euro mensili per i prossimi 3 anni, al termine dei quali risulterà esdebitata, ovvero non dovrà più pagare la somma rimanente del debito residuo e sarà libera dal peso dei suoi debiti, senza più preoccupazioni economiche.

Si allega sentenza dd. 09/02/2023 del Tribunale di Padova.

Debiti con la banca: come affrontiamo il problema

Il problema dei debiti derivanti da mutui e finanziamenti è sempre più in crescita. La concessione di mutui per la propria casa o di fidi bancari per imprese o privati e l’accesso a finanziamenti per l’acquisto di beni o servizi, hanno portato ad un aumento consistente delle rate da pagare a fine mese.

Se non si paga quanto previsto si rischia il pignoramento. Tra interessi e spese legali, il debito aumenta in poco tempo, lasciando sempre minori prospettive.

Ecco perché l’unica soluzione in caso di debiti consistenti è il ricorso alla legge sul sovraindebitamento.

Infatti, se il prezzo ricavato dalla vendita di una casa all’asta non è sufficiente, come è accaduto a Marianna, i debiti residui non si cancellano e continuano a gravare sul debitore.

Gestire debiti verso una Banca o una Finanziaria non è semplice e scontato come potrebbe sembrare. Servono le competenze e l’esperienza come quelle che abbiamo acquisito noi di Rianalisi, che da anni ci occupiamo di casi simili a quello di Marianna.

Se hai posizioni debitorie aperte, puoi contattarci ora per una consulenza gratuita. Insieme potremo sicuramente risolvere la crisi debitoria che stai affrontando.

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DATA PUBBLICAZIONE:
29 Giugno 2023