Esdebitazione debitore incapiente a Trieste

E’ uno dei primi casi in Italia di cancellazione dei debiti di persona incapiente, cioè senza beni o reddito sufficiente a ripagare gli impegni presi. La procedura di esdebitazione è stata ottenuta da Ri.Analisi a Trieste.

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Si chiama esdebitazione ed in pratica è la cancellazione totale dei debiti che non si ha la possibilità di ripagare.

Ma come si ottiene?

Il primo passo è l’accesso ad una delle procedure previste dalla Legge 3/2012, detta anche legge sul sovraindebitamento. Questa legge è nata proprio per risolvere i problemi di debiti di persone non fallibili, perché non svolgono attività d’impresa oppure, pur svolgendola, non rientrano nei parametri previsti dalla legge fallimentare.

Per tutti questi soggetti la Legge 3/2012 è ad oggi l’unica soluzione per liberarsi dai debiti, come è successo alla nostra cliente Alina a cui sono stati cancellati oltre 360 mila euro di debiti dal Tribunale di Trieste.

Una delle prime esdebitazioni dell’incapiente in Italia, ottenuta da Ri.Analisi

Grazie all’intervento dei nostri professionisti, abbiamo recentemente concluso una delle prime procedure di esdebitazione del debitore incapiente in Italia.

Ad Alina, nostra cliente di Trieste, sono stati infatti cancellati i debiti ai sensi dell’art. 14 quaterdecies. La procedura ha richiesto un esame dettagliato per verificare tutti i requisiti richiesti dalla norma.

Il Tribunale di Trieste è stato individuato come foro competente perché corrisponde sia al luogo dove si è generato l’indebitamento, sia al Comune nel cui registro la debitrice, che ora risiede all’estero, è iscritta all’A.I.R.E.

Le cause del sovraindebitamento di Alina e la soluzione di Ri.Analisi

Alina è una giovane ex-imprenditrice ora disoccupata, nata in Italia ed attualmente residente all’estero.
A Trieste aveva aperto un bar come imprenditrice individuale, ma nel 2019 l’attività è cessata in quanto le spese erano di gran lunga superiori alle entrate.

Trovandosi in una situazione di difficoltà, Alina ha deciso di chiudere l’impresa, ma i debiti ammontavano a oltre 360 mila euro e i creditori hanno continuato a chiedere quanto dovuto.

Rimasta senza lavoro, Alina si è trasferita da alcuni parenti all’estero e cercando una soluzione alla sua grave situazione, ha trovato noi di Ri.Analisi. 

Ha potuto farsi consigliare dai nostri professionisti che hanno ricostruito attentamente la situazione debitoria e hanno verificato l’applicabilità della procedura di esdebitazione dell’incapiente, facendo emergere:

  • le cause dell’indebitamento non dipendenti dalla volontà della cliente;
  • la diligenza impiegata da Alina nell’assumere le obbligazioni;
  • le ragioni dell’incapacità della debitrice di adempiere le obbligazioni assunte;
  • l’inesistenza di atti della debitrice impugnati dai creditori;
  • il positivo giudizio sulla completezza e attendibilità della documentazione depositata a corredo della domanda;
  • il requisito della meritevolezza, visto che non emergono né il compimento di atti in frode ai creditori, né profili di dolo o colpa grave nella formazione dell’indebitamento.


Il Tribunale di Trieste, visto l’art. 14 quaterdecies L. 3/2012, ha quindi dichiarato inesigibili nei confronti di Alina i debiti anteriori alla data di deposito del ricorso. Infatti, se i requisiti di Legge sono soddisfatti, non vi è ragione per non risconoscere il beneficio dell’esdebitazione al debitore che non è in grado di offrire alcuna utilità ai creditori.

Qui sotto trovi il decreto del Tribunale di Trieste 09/05/2022.

Le procedure previste dalla Legge 3/2012

Sin dalla sua entrata in vigore, la Legge 3/2012 prevede tre tipi di procedure cui il soggetto sovraindebitato può accedere:

Le prime due procedure, piano del consumatore e accordo con i creditori, presuppongono che il debitore disponga sin dall’inizio di un patrimonio da poter mettere a disposizione dei creditori. E questo patrimonio può essere costituito da beni immobili, da una quota dei propri guadagni o altri beni. 

La liquidazione può invece essere aperta anche in assenza di patrimonio, purché durante la procedura i creditori vengano soddisfatti almeno in parte.

Come si ottiene l'esdebitazione

Le procedure del piano del consumatore e accordo con i creditori permettono di ottenere subito l’esdebitazione, rispettivamente all’omologa da parte del Tribunale ed alla ratifica dell’accordo da parte del giudice.

Nel caso della procedura di liquidazione, invece, l’esdebitazione viene concessa soltanto al termine del periodo liquidatorio fissato in quattro anni e in presenza di alcuni requisiti, uno dei quali consiste nella parziale soddisfazione dei creditori.

L’esdebitazione dell’incapiente: una novità per chi non ha beni o un reddito minimo

Molte volte, come nel caso della nostra cliente Alina, capita che una persona sovraindebitata non abbia alcuna utilità da mettere a disposizione dei propri creditori; ciò in quanto non possiede immobili e la retribuzione è inesistente o troppo esigua per poter individuare una quota da destinare a beneficio della procedura.

Al momento attuale, la perdurante crisi economica pregiudica per molti la possibilità di trovare un’occupazione stabile. Proliferano così i lavori precari che non assicurano un reddito costante e adeguato.

In moltissimi casi al debitore è già stato pignorato uno o più immobili e la successiva vendita all’asta si è conclusa con una forte riduzione del valore dell’immobile stesso ricavandone una somma esigua, che non ha permesso la completa soddisfazione dei creditori. In questi casi la situazione debitoria non si risolve completamente.

Proprio in ragione di questa situazione, nel 2020 il Legislatore ha apportato alcune modifiche alla Legge 3/2012, una delle quali ha visto l’introduzione di una nuova procedura: l’esdebitazione del debitore persona fisica, incapiente.

Questa procedura è disciplinata dall’art. 14 quaterdecies e consiste nel riconoscimento immediato dell’esdebitazione da parte del Tribunale.

Ciò significa che la persona fisica sovraindebitata che “non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità” ottiene subito la cancellazione dei debiti, senza pagarli neppure in minima parte.

Contestualmente al riconoscimento del beneficio, inizia una fase della durata di quattro anni, durante i quali il soggetto esdebitato deve fornire a cadenza annuale gli elementi idonei a tener monitorata la propria condizione reddituale e patrimoniale.

Infatti, qualora nel quadriennio, tale condizione dovesse migliorare e il debitore entrare nel possesso di utilità rilevanti, sarà necessario soddisfare i creditori in misura pari al 10%.

L’accesso alla procedura dell’esdebitazione per il debitore incapiente non è scontato neppure in assenza di patrimonio immobiliare e in presenza di un reddito contenuto. Infatti, per rispettare il requisito oggettivo rappresentato dalla mancanza di utilità, la norma stabilisce un parametro ben preciso: il reddito annuale.

Dedotte le spese di produzione del reddito e quanto occorrente al mantenimento del debitore e della sua famiglia”, il reddito annuale dev’essere inferioreall’ammontare dell’assegno sociale aumentato della metà, moltiplicato per un parametro corrispondente al numero dei componenti del nucleo familiare della scala di equivalenza dell’ISEE prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159”.

E’ poi richiesto il requisito soggettivo della meritevolezza, ovvero l’assenza di atti in frode ai creditori e un comportamento di cooperazione, adoperandosi per il proficuo svolgimento delle operazioni e non ritardando od ostacolando lo svolgimento della procedura.

Al fine di verificare la presenza dei requisiti per accedere alla procedura è necessario compiere un’approfondita e attenta valutazione della condizione patrimoniale e reddituale. 

Per questo consigliamo di rivolgersi a professionisti qualificati ed esperti in materia, come noi di Ri.Analisi. In alternativa si rischia di perdere irrimediabilmente una possibilità unica di poter risolvere per sempre i propri problemi di debiti.

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DATA PUBBLICAZIONE:
15 Giugno 2022