Debiti con Agenzia Entrate: guida completa per l’esdebitazione

Ti è arrivata una cartella esattoriale e rischi il pignoramento dello stipendio o l’espropriazione della casa? In questa guida ti spieghiamo come risolvere i problemi di debiti con l’Agenzia Entrate.

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L’Agenzia delle Entrate è l’Ente del Ministero delle Finanze che ha il compito di controllare e accertare le somme che tutti i contribuenti devono allo Stato per garantire una serie di servizi pubblici essenziali.

Chi invece si occupa dell'effettiva riscossione delle tasse è l’Agenzia Entrate-Riscossione (ex- Equitalia) anch’essa un Ente pubblico che coopera con l’Agenzia delle Entrate.

Come si matura un debito con l’Agenzia delle Entrate?

I debiti con l’Agenzia delle Entrate si riferiscono unicamente a tasse e imposte dovute allo Stato centrale.

Per tassa si intende un importo dovuto allo Stato per usufruire di un servizio e necessario a finanziarlo, come ad esempio la tassa per la raccolta dei rifiuti, o la tassa di registro su un contratto di locazione.

Le imposte invece servono a far funzionare servizi a favore di tutta la collettività come la sanità, la scuola, le forze dell’ordine. Ciascun cittadino deve quindi contribuire in relazione alle proprie capacità e disponibilità.

Se non si pagano le imposte o le tasse stabilite per legge, si matura un debito nei confronti dell’Erario, e quindi dello Stato.

Cos’è una cartella esattoriale?

La cartella esattoriale viene anche definita cartella di pagamento. Si tratta di un documento in cui l’Agenzia Entrate Riscossione (ex- Equitalia) richiede il pagamento di una somma dovuta e non saldata.

Il tempo che è concesso per il pagamento è solitamente di 60 giorni, al termine dei quali l’Agenzia delle Entrate può avviare azioni legali esecutive su conto corrente o beni immobili del debitore.

Chi sono i debitori con l’Agenzia delle Entrate?

Sono 19 milioni i contribuenti in Italia che al momento hanno un debito con l’Agenzia delle Entrate e si tratta in larga parte di persone della classe media, di piccoli imprenditori o partite iva. 

Molti sono persone in difficoltà. Persone che spesso faticano ad arrivare a fine mese e scelgono di non pagare il Fisco per evitare di chiudere la propria attività. 

Forse anche tu ti trovi in una situazione simile, come molte persone che in questi mesi stanno ricevendo degli avvisi di pagamento a breve scadenza: solo cinque giorni per pagare quanto dovuto altrimenti scattano le sanzioni, che possono anche arrivare al blocco del conto corrente o al pignoramento dello stipendio.

Cosa succede se non si paga l'Agenzia delle Entrate?

Chi non paga l’Agenzia delle Entrate subisce i seguenti atti:

  • l’iscrizione a ruolo del debito, cioè le somme richieste vengono registrate dall’AdE in una lista inviata all’agente di riscossione. Quest’ultimo può avviare tutte le procedure previste per il recupero degli importi;
  • la notifica della cartella di pagamento da parte di Agenzia Entrate Riscossione;
  • il pignoramento dei beni da parte di Agenzia Entrate Riscossione.


I beni che possono essere pignorati sono beni mobili, la casa, i terreni, i canoni di affitto, il conto corrente, lo stipendio, la pensione, a condizione che non siano di sostegno alla povertà.

Nel caso in cui non si paghi imposte dirette come Irpef, Ires o Irap e Iva, l’Agenzia delle Entrate può anche notificare un avviso di accertamento esecutivo, che sostituisce la cartella esattoriale e può avviare direttamente l’esecuzione forzata. 

Il mancato pagamento richiesto dall’agente della riscossione ha inoltre queste conseguenze:

  • si aggiungono al debito gli interessi di mora a partire dalla data di ricezione della cartella esattoriale;
  • si aggiungono gli oneri dovuti all’agente di riscossione;
  • si aggiungono sanzioni per il mancato o ritardato pagamento.


E’ possibile verificare la cartella esattoriale o la propria situazione nei confronti del Fisco accedendo al sito dell’AdE  o prenotando un appuntamento presso gli sportelli sul territorio.

I debiti con l’Agenzia delle Entrate vanno in prescrizione?

Sì, in base al nostro ordinamento giuridico, anche i debiti con l’Agenzia delle Entrate possono “estinguersi” e quindi non si ha più l’obbligo di pagarli.

In linea generale, tutte le imposte e le tasse riscosse dall’Agenzia delle Entrate, e quindi dovute allo Stato, si prescrivono in 10 anni.

Ma non sempre.

Alcuni debiti si prescrivono ad esempio in 5 anni, come le dichiarazioni dei redditi e l’IVA.

Abbiamo approfondito in un articolo quando i debiti vanno in prescrizione.

Dobbiamo però considerare che ad un certo punto l’Agente della Riscossione notificherà al debitore il pagamento che gli spetta e questo porta all’interruzione della prescrizione dei debiti.

La notifica di pagamento non solo blocca, ma azzera completamente il periodo di prescrizione, che ricomincia a decorrere dall’inizio.

Contare sul fatto che l’Agenzia delle Entrate si dimentichi di notificare un pagamento è una speranza vana e un debito non può svanire nel tempo.

Può accadere che per lungo tempo non ci sia alcuna notifica di pagamento, ma questo non significa che il debito sia scomparso.

L’unica soluzione all'estinzione di un debito è il pagamento dello stesso, o il ricorso ad un accordo.

Come risolvere definitivamente i debiti con l’Agenzia delle Entrate?

Ci sono delle possibili soluzioni per chiudere un debito con l’Agenzia delle Entrate, ma la rateizzazione del pagamento, un eventuale accordo o una rottamazione sono possibili solo in alcuni casi e comunque prevedono di saldare il proprio debito, con poche riduzioni.

Se una persona non ha la possibilità di pagare o è un libero professionista o un piccolo imprenditore in difficoltà, esiste una sola alternativa valida e legale per stralciare i debiti con l'Agenzia delle Entrate e pagare solo in minima parte, in base alle proprie disponibilità: la legge sul sovraindebitamento, recentemente aggiornata con il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza.

L'ex-legge 3 del 2012 (e ora il CCII Dlgs 14/2019), permette di ottenere una forte riduzione, se non l’annullamento del debito, anche quando il creditore è solo l’Agenzia delle Entrate. 

Se si tratta di debiti di impresa, con la procedura di concordato minore è necessario il consenso della metà dei creditori.

Per i debiti del consumatore, invece, è sufficiente il nulla osta del giudice. 

C’è poi una importante novità, già introdotta con la riforma del sovraindebitamento del 2021, e cioè se il contribuente non ha alcuna disponibilità economica può anche chiedere la totale cancellazione del debito, senza dover pagare nulla. Si chiama esdebitazione dell’incapiente e noi di Ri.Analisi abbiamo ottenuto il primo decreto di esdebitazione a Trieste, tra i primi in Italia.

L'ex-legge 3/2012, detta anche “legge salva suicidi” e aggiornata dal Dlgs 14/2019, rappresenta la soluzione per le persone che versano in gravi condizioni economiche – ovvero in uno stato di sovraindebitamento – e non riescono a pagare e a sostenere i debiti che hanno accumulato nel corso del tempo.

Cos’è l’esdebitazione?

L’esdebitazione è la cancellazione totale dei debiti che non si ha la possibilità di ripagare. Grazie alla Legge 3/2012 (aggiornata dal Dlgs 14/2019) l’esdebitazione è stata estesa anche a tutti i soggetti, come i privati cittadini o le partite iva, che non potendo accedere alla ex-legge fallimentare, non avrebbero mai potuto liberarsi dai debiti.

Non si può ottenere senza aver concluso l’iter giuridico previsto dalla normativa sul sovraindebitamento, quindi è conseguente alla conclusione di una delle procedure previste dalla legge.

Gli step sono riassunti di seguito:

  • Sei in una situazione di sovraindebitamento e non hai la possibilità di ripagare tutti i debiti.
  • Verifichi, anche grazie alla nostra consulenza, di avere i requisiti per potere accedere alla Legge sul sovraindebitamento.
  • In base alla tua specifica situazione debitoria e patrimoniale, scegli quale delle procedure previste dalla legge si addice di più al tuo caso e fai ricorso alla procedura scelta.
  • Il Tribunale approva la richiesta e con decreto del giudice versi le quote mensili stabilite per il tempo necessario.
  • Alla conclusione della procedura, puoi ottenere l’esdebitazione, quindi la cancellazione dei debiti residui che non hai la possibilità di ripagare e puoi quindi ripartire libero e senza più debiti.
  • Puoi rientrare nel circuito di affidabilità al credito, a cui non avrei più avuto accesso per molti anni.

I primi decreti di esdebitazione in Italia

Noi di Ri.Analisi siamo una delle prime società ad aver ottenuto decreti di esdebitazione in favore di nostri clienti.

I provvedimenti sono stati emessi al termine di procedure di liquidazione del patrimonio come nel caso di due coniugi di Rovigo.
Alla fine dei 4 anni della procedura liquidatoria i coniugi hanno così ottenuto il decreto di esdebitazione con la cancellazione totale dei debiti.

Primo caso di esdebitazione dell’incapiente a Trieste ha riguardato una nostra cliente di cui abbiamo ricostruito attentamente la situazione debitoria e abbiamo verificato l’applicabilità della procedura di esdebitazione dell’incapiente, non essendo lei in grado di offrire alcuna utilità ai creditori.

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DATA PUBBLICAZIONE:
30 Giugno 2022